Forum Ecosostenibilità di Telenord: chiusura lavori fra transizione ecologica, sfide globali, regole e filiere a confronto

di R.S.

8 min, 26 sec

In due giorni i massimi esperti del settore si sono confrontati, proponendo ipotesi operative e chiedendo certezze normative

Forum Ecosostenibilità di Telenord: chiusura lavori fra transizione ecologica, sfide globali, regole e filiere a confronto

La seconda e conclusiva giornata del II Forum Nazionale Ecosostenibilità, organizzato da TN Events & Media e trasmessa in diretta da Telenord, si è configurata come un momento centrale di approfondimento e confronto tra istituzioni, imprese, consorzi e operatori del settore, con l’obiettivo di mettere a fuoco le principali sfide e opportunità della transizione ecologica.

I lavori si sono aperti con una sessione dedicata al tema strategico delle terre rare e dei materiali critici, con particolare attenzione al recupero dai rifiuti e alla sicurezza degli approvvigionamenti, elemento chiave per l’autonomia industriale europea. A seguire, il focus si è spostato sulle bonifiche ambientali, affrontando gli aspetti legati alla legalità, alla sicurezza e alla tutela dell’ambiente, attraverso il contributo di esperti istituzionali e giuridici. Si è poi approfondito il rapporto tra sicurezza, tecnologie e responsabilità, evidenziando il ruolo dell’innovazione nei processi ambientali. In questo contesto si inserisce anche un aggiornamento sul passaggio dalla direttiva SUPD al nuovo regolamento PPWR, analizzando criticità e azioni necessarie per accompagnare il settore. I lavori si sono conclusi con una tavola rotonda che riunisce i principali attori del sistema consortile e industriale, con l’obiettivo di andare oltre il confronto e delineare una roadmap condivisa per il futuro, tra sviluppo sostenibile, innovazione e collaborazione pubblico-privato.


Sessione 6: Terre rare e materiali critici: recupero dai rifiuti e sicurezza degli approvvigionamenti.

Fabrizio Longoni, dg CdC RAEE - "La parte più complessa dei RAEE è la raccolta di rifiuti elettronici. Italia molto ben organizzata, il livello del trattamento in Italia è alto ma si tratta di lavorazione complessa ad alta tecnologia: servono sviluppo e investimenti. Un'industria ha bisogno di materia prima e anche in questo caso la raccolta è la base per sviluppare impresa. Occorrono poi regole certe quanto al sistema sanzionatorio".

Roberto Spera, dg Amiu - "Dipende da dove e come i RAE vengono intercettati, il fenomeno dell'abbandono è un problema, la gestione corretta diventa una risorsa sociale. Genova è un laboratorio: negli ultimi due anni abbiamo incrementato il servizio di raccolta RAE: dal servizio di ritiro al piano agli Ecovan, fino al centro del riuso di via Bologna. Gli oggetti vanno poi cercati anche nelle case, nei cassetti, tra cellulari e computer portatili, secondo la logica della 'miniera urbana'".

Sessione 7: Le bonifiche ambientali tra legalità, sicurezza e tutela dell’ambiente.

Ten. col. Aldo Papotto, Sub Commissario Bonifiche: "Ci sono 36mila siti contaminati in Italia, il 2% della superficie nazionale è di siti contaminati. Di 17mila non sappiamo nulla, ne ignoriamo il contenuto. I siti di interesse nazionale cubano 144mila ettari. Questi dati danno la misura del lavoro da fare. Ci siamo trovati con problemi gravi legati alla presenza di amianto in discariche dove operare diventa difficilissimo. La sensibilità italiana verso questo argomento è tuttavia alta: solo nell'ex corpo forestale ora assorbito dai carabinieri ci sono 8mila persone dedicate alla questione ambientale".

Cinzia Pasquale, Presidente della Camera Forense Ambientale: "Le principali criticità giuridiche legate alle bonifiche ambientali riguardano soprattutto il peso della burocrazia, che rappresenta un ostacolo rilevante per imprese e soggetti proponenti. Nonostante i tentativi di semplificazione da parte del legislatore, persistono difficoltà operative legate sia ai tempi normativi sia alle inefficienze dell’apparato amministrativo, che andrebbe rafforzato per rendere più efficace l’azione della pubblica amministrazione. In questo contesto, digitalizzazione e intelligenza artificiale possono offrire un supporto importante anche nel sistema giuridico, ma non possono sostituire completamente l’intervento umano. I dati prodotti richiedono infatti interpretazione e validazione, soprattutto in ambito giurisprudenziale. Il settore è quindi in evoluzione, ma resta ancora molto lavoro da fare.".

Sessione 8: Sicurezza, tecnologie e responsabilità

Silvia Paparella, general manager di Remtech: "Le nuove tecnologie stanno avendo un impatto significativo sul ciclo dei rifiuti, in un mercato nazionale dinamico e fortemente innovativo. Sono già disponibili numerose soluzioni utilizzate dalle imprese, soprattutto nel risanamento ambientale e nella riqualificazione, all’interno di un settore che vale circa 92 miliardi di euro e conta oltre 1.500 operatori qualificati. Si tratta di aziende solide e orientate all’innovazione, spesso impegnate nello sviluppo e nella brevettazione di nuove tecnologie. Per favorire ulteriori progressi è fondamentale investire nella diffusione della conoscenza, nella comunicazione, nel partenariato pubblico-privato e nella formazione, elemento chiave per sostenere la crescita del settore".

Sessione 8.1: Aggiornamenti sul passaggio tra SUPD e PPWR: criticità e azioni conseguenti

Antonello Ciotti, chairman PETCORE EUROPE: "Rappresentiamo l’intera filiera del PET, includendo bottiglie, medicale e vaschette, con circa 160 membri tra cui grandi aziende internazionali. Il settore del riciclo è oggi in difficoltà a causa della direttiva SUPD, che dal 2025 impone il 25% di materiale riciclato nelle bottiglie. Questo materiale proviene però soprattutto da Paesi extraeuropei, penalizzando i riciclatori europei. La crisi è dovuta sia all’ampia disponibilità di materiale estero a basso costo, sia agli elevati costi di raccolta in Europa, molto superiori rispetto a quelli di Paesi come Cina e India. Per questo Petcore Europe propone una moratoria di due anni, per favorire l’uso di materiale riciclato europeo e introdurre regole più eque sulle importazioni".


Tavola rotonda conclusiva: Oltre il convegno, la roadmap per il domani.

Fabio Costarella, Vice Direttore Generale CONAI: "Il grande tema è la competitività del sistema industriale europeo rispetto a quello mondiale, noi giochiamo una partita con regole diverse da quelle del resto del mondo, come nel riciclo delle plastiche. Dobbiamo fare in modo che sia competitivo l'acquisto del prodotto derivato, se oggi siamo i primi e rischiamo di essere vittime del nostro successo è perché abbiamo saputo anticipare i tempi, ora ci troviamo a misurarci in un contesto squilibrato dove la filiera del riciclo diventa diseguale da uno Stato all'altro. Il ragionamento da fare è quindi su una visione complessiva. Bisogna cambiare ragionamento sulla visione dei risultati, tra quelli dei consorzi e quelli degli enti locali".

Federico Fusari, Direttore Generale RICREA (acciaio): "L'acciaio viene sempre considerato fondamentale per infrastrutture, edilizia, automobile. In forma sottile diventa imballaggio, fino a spessore di 1,5 mm come una lamina. Ci occupiamo della raccolta di questo tipo di imballaggi e abbiamo stabilito un rapporto con tutti i protagonisti della filiera e ormai da 4 anni abbiamo superato l'obiettivo europeo dell'80% ma il cammino non si ferma qui. Tra le sfide immediate, il miglioramento della qualità della raccolta e l'attenzione al cosiddetto 'multimateriale leggero'. L'attenzione alla qualità della raccolta è il presupposto per la qualità dell'elaborazione del materiale successivo. Il miglioramento delle tecnologie di selezione genera una maggiore efficienza del sistema".

Riccardo Piunti, Presidente CONOU (olio): "Il registro elettronico sarà un grande risparmio di energie per trattare i dati necessari. Ci sono però molte realtà in Italia che non sono ufficiali e quindi un sistema trasparente che traccia tutto rischia di mettere in difficoltà per esempio il meccanico o colui che cambia l'olio alle auto di famiglia. Abbiamo trovato di recente tre fusti d'olio abbandonati sulla strada, quasi un segnale in arrivo da un mondo grigio che ci dice 'se non venite a ritirare...'. Ora il sistema ha tutte le caratteristiche per funzionare bene, ma ci possiamo trovare a fare i conti con situazioni difficili da controllare, con il rischio di sversamento non gestibile. Noi abbiamo reso gratuito e semplice il ritiro, perché l'alternativa al ritiro è che il materiale finisca nella terra o in un fiume".

Giovanni Bellomi, Direttore Generale COREPLA: "Dobbiamo tenere presente cosa voglia dire imballaggio in plastica, una definizione che racchiude un sistema complesso. Le nuove normative europee, in vigore dal 2026 (con possibili slittamenti al 2027), porteranno il settore del riciclo ad affrontare nuove sfide ma anche opportunità. I cambiamenti riguarderanno soprattutto gli obiettivi e le capacità di riciclo, oltre all’uso delle materie prime seconde. Questo avviene in un contesto complesso, segnato da una crisi del riciclo a livello europeo che sta mettendo in difficoltà diversi impianti, anche in Italia. Per affrontare la situazione sarà fondamentale un impegno coordinato a livello europeo e nazionale, volto a creare un mercato solido e sostenibile per le materie prime seconde, garantendo prospettive di sviluppo nel lungo periodo".

Antonello Ciotti, Chairman PETCORE Europe: "La direttiva all'orizzonte introduce nuove regole e ci saranno da gestire problematiche molto importanti. Alcuni polimeri non hanno la capacità di essere ridotti meccanicamente, come il film che protegge il Parmigiano Reggiano, e qui si apre una prateria. Inoltre l’obbligo di contenere una quota minima di materiale riciclato nelle bottiglie rischia di non sostenere adeguatamente la filiera europea. Il problema si inserisce in un contesto più ampio, in cui i rifiuti stanno diventando una risorsa strategica, ma con forti squilibri a livello globale. I costi di raccolta in Europa restano infatti molto elevati, mentre in altri Paesi sono significativamente più bassi, creando un divario competitivo difficile da colmare anche con tecnologie avanzate".

Carmine Pagnozzi, Direttore Generale BIOREPACK: "La nuova normativa introduce l'obbligo di annoverare tra gli imballaggi anche le capsule per caffè e la plastica compostabile, che finirà nella nostra competenza. Biorepack è il primo consorzio europeo per riciclo della plastica compostabile, c'è un mercato con potenzialità e sfide anche critiche, rispetto al mercato dei materiali. C'è un'innovazione tecnologica che porta novità, come un materiale che a fine vita è compostabile. L'obiettivo è un riciclo coerente con il ciclo precedente, recuperando inoltre prodotti a suo tempo banditi dalla plastica, riportando il cittadino nel ruolo di protagonista del corretto conferimento di un rifiuto a fine vita".

A trarre le conclusioni, Matteo Campora, consigliere delegato città metropolitana: "Capita raramente di vedere tutti i consorzi insieme, per un confronto sulle buone pratiche. Ho ascoltato molti interventi interessanti, dalle prospettive occupazionali ai metodi di coinvolgimento dei cittadini. Occorre fare in modo che ci sia più uniformità operativa fra tutte le regioni". Ci si potrà in futuro occupare delle conseguenze del Decreto Ronchi, poi sostituito dal testo unico. Lo stesso Ronchi potrà raccontare questi trent'anni. Si potrà poi parlare delle prospettive future del riciclo della plastica".

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