Fondazione Carige: "Suggestioni", l'arte di Lorenzo Castello torna a Genova tra memoria, talento e passione

di Beppe Nuti

Cuocolo: "La Fondazione Carige è sempre più impegnata nell'aprire alla città i propri spazi attraverso iniziative culturali e artistiche"

Fondazione Carige apre le porte alla mostra 'Suggestioni' di Lorenzo Castello, già dirigente estero dell'istituto e pittore per passione. «Siamo particolarmente lieti - dice Lorenzo Cuocolo, presidente Fondazione Carige - di ospitare questa mostra di Lorenzo Castello. È un artista genovese profondamente legato alla storia di Carige: per molti anni ha rappresentato la banca a Londra e oggi, tornato a Genova, ci è sembrato naturale rendergli omaggio, sia per il valore della sua produzione artistica sia per il legame con una storia importante che affonda le sue radici nel 1483, dal Monte di Pietà fino a Carige.

La Fondazione Carige è sempre più impegnata nell'aprire alla città i propri spazi attraverso iniziative culturali e artistiche. Mostre come questa ci consentono non solo di valorizzare artisti di talento, ma anche di far conoscere Palazzo Doria Carcassi, una straordinaria testimonianza della storia genovese.

Il palazzo viene aperto in occasione dei Rolli, ma il nostro obiettivo è moltiplicare le occasioni di visita. È un patrimonio della città e desideriamo che venga conosciuto e vissuto il più possibile.

Ho conosciuto Lorenzo Castello quando era rappresentante di Banca Carige a Londra. Già allora convivevano in lui due anime: quella del professionista bancario e quella dell'artista. Con il tempo la sua vocazione creativa ha preso il sopravvento, permettendogli di dedicarsi completamente alla pittura, che rappresenta probabilmente la sua vera essenza.

La mostra raccoglie numerose opere, realizzate con tecniche diverse, appartenenti a periodi differenti della sua produzione. È un percorso artistico ricco e articolato che merita certamente di essere visitato.

Questa esposizione rappresenta anche un'occasione per scoprire Palazzo Doria Carcassi. Dall'esterno appare austero, ma al suo interno custodisce una straordinaria ricchezza di affreschi, stucchi, arazzi e opere d'arte. È una vera perla nascosta nel cuore di Genova e invito tutti a venirla a conoscere.»

 

Lorenzo Castello, pittore e autore della mostra "Suggestioni", per parte sua ammette:  «L'arte mi accompagna fin da quando ero molto giovane. La pittura è sempre stata parallela alla mia attività bancaria ed è stata la compagna silenziosa di tutta la mia vita professionale. Disegnare e dipingere non è mai stato un peso, ma una necessità naturale.

 

La carriera in banca mi ha garantito una libertà preziosa: quella di poter realizzare esclusivamente l'arte che desideravo, senza dover inseguire le richieste del mercato. Non ho mai avuto la necessità di dipingere per vivere e questo mi ha consentito di essere completamente libero nelle mie scelte artistiche.

 

Le opere che espongo oggi sono il risultato di questa libertà. Le realizzo perché mi appassionano e continuerò a farlo indipendentemente da qualsiasi logica commerciale.

 

Nei miei lavori compaiono spesso personaggi celebri e figure femminili molto conosciute. Ho scelto questa strada perché un volto noto permette allo spettatore di valutare non soltanto la somiglianza fisica, ma anche la capacità dell'artista di coglierne lo spirito e la personalità.

 

La mia esperienza professionale mi ha portato a vivere per vent'anni tra Londra e Parigi, seguendo gli uffici di rappresentanza di Banca Carige. Questo mi ha consentito di frequentare musei, gallerie e luoghi d'arte che hanno influenzato profondamente la mia formazione.

 

Tra gli artisti che più mi hanno segnato ci sono sicuramente Monet, Klimt e soprattutto Van Gogh. Ho studiato molto da autodidatta e osservato dal vivo le opere dei grandi maestri, cercando di apprenderne sensibilità e linguaggio.

 

Vedere oggi i miei dipinti esposti alla Fondazione Carige è una grande emozione. Quando lavoravo in banca non avrei mai immaginato che, a distanza di tanti anni, le mie opere sarebbero state ospitate proprio qui. Mi rende felice pensare che il mio percorso professionale e quello artistico si ritrovino oggi nello stesso luogo.

 

Sono una persona piuttosto modesta e continuo a considerarmi un allievo dei grandi maestri che ho sempre ammirato. I miei quadri sono un po' come figli: è difficile sceglierne uno preferito. Mi affeziono a tutti quelli che considero riusciti e provo sempre un piccolo dispiacere quando devono lasciare il mio studio.

 

L'arte è cambiata nel tempo. Oggi non è più necessario ricercare una precisione assoluta nella rappresentazione della realtà, perché a questo pensano le fotografie. Quello che conta davvero è la capacità di trasmettere emozioni, sentimenti e visioni personali. Per quanto mi riguarda, il ritratto rimane il linguaggio che sento più vicino e nel quale mi sono specializzato".

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