Fintech for Good, i giovani spingono la finanza verso sostenibilità e impatto sociale
di R.S.
Cresciute tra digitale e crisi climatica, le nuove generazioni stanno orientando la finanza globale verso modelli che combinano tecnologia e sostenibilità
Per Millennials e Gen Z investire non significa più soltanto inseguire il rendimento. Cresciute tra digitale e crisi climatica, le nuove generazioni stanno orientando la finanza globale verso modelli che combinano tecnologia, sostenibilità e impatto sociale, favorendo l’ascesa del Fintech for Good (F4G).
Secondo uno studio della Banca d’Italia, il mercato globale della finanza sostenibile ha raggiunto 5,4 trilioni di dollari nel 2023 e dovrebbe crescere a un tasso medio annuo del 22% tra il 2024 e il 2032. Una dinamica trainata non solo da politiche e regolazione, ma soprattutto dal cambiamento delle preferenze degli investitori più giovani.
I dati confermano la dimensione generazionale del fenomeno: oltre il 50% di Millennials e Gen Z gestisce attivamente i propri investimenti. Tra i nativi digitali, l’attenzione all’impatto è particolarmente elevata: l’86% della Gen Z è consapevole degli effetti climatici delle scelte finanziarie e solo il 35% dichiara di puntare esclusivamente sul rendimento. Anche i Millennials mostrano una crescente integrazione dei criteri ESG nelle decisioni di portafoglio.
Questa domanda di “finanza con uno scopo” alimenta l’espansione del Fintech for Good, inteso come l’uso della tecnologia digitale nei servizi finanziari con l’obiettivo di generare benefici sociali e ambientali misurabili, accanto al ritorno economico. Un’analisi su 485 imprese fintech evidenzia che circa due terzi del fatturato F4G si concentra in digital banking, pagamenti e investimenti, con una distribuzione geografica equilibrata tra economie avanzate ed emergenti.
Il settore, tuttavia, non è omogeneo: accanto alle realtà “F4G by design”, nate con una missione orientata all’impatto, operano soggetti “F4G by product”, spesso intermediari tradizionali che integrano soluzioni sostenibili per rispondere alla domanda di mercato. Una distinzione cruciale in un contesto dove il rischio di greenwashing resta elevato.
Tecnologie come big data, intelligenza artificiale e blockchain possono rafforzare trasparenza, misurazione dell’impatto e inclusione finanziaria. In Europa e in Italia la sfida è duplice: sviluppare un ecosistema F4G credibile e colmare il gap di alfabetizzazione finanziaria. Secondo il Canale Fintech della Banca d’Italia, nel primo semestre 2024 circa il 15% dei progetti osservati rientrava nel Fintech for Good, segno di un interesse in crescita ma di un mercato ancora in fase di maturazione.
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