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Fincantieri consegna "Scarlet Lady", la prima nave targata Virgin

di Marco Innocenti

L'appello dell'ad Bono sul ribaltamento a mare: "Lo vogliamo e lo dobbiamo fare"

E’ stata consegnata nel bacino Fincantieri di Sestri Ponente la “Scarlet Lady”, la prima delle quattro navi da crociera commissionate da Virgin Voyages, nuovo ramo turismo della multinazionale del patron Richard Bronson. Il nuovo gigante del mare sarà affiancato fra pochi mesi dalla sua gemella, la “Valiant Lady”, ancora in costruzione presso Fincantieri e la cui consegna è prevista per il 2021. 110mila tonnellate di stazza per 278 metri di lunghezza, la “Scarlet Lady” è datata di 1400 cabine che trasporteranno per i mari oltre 2700 passeggeri e 1160 persone di equipaggio.

“In 50 anni di vita questa compagnia – ha detto dal palco Tom McAlpin, ceo di Virgin Voyages – abbiamo rivoluzionato tutti i settori nei quali ci siamo impegnati. Ora rivoluzioneremo anche il settore delle crociere, mostrando cosa significa viaggiare in mare in stile Virgin”.
Per farlo, la “Scarlet”, oltre al design innovativo, tiene uno sguardo attento anche all’ambiente, con un sistema per la produzione di energia elettrica capace di riutilizzare il calore disperso dai motori diesel.

“Qui a Sestri è stato fatto un miracolo – ha commentato dal palco l’ad di Fincantieri, Giuseppe Bono – E se riusciamo a farli, perché devono restare miracoli isolati? E perché chi li fa a volte suscita gelosie e ostilità? Dobbiamo sempre ricordare che la crescita la fanno le persone, non i soldi. Allora vogliamo dire che le famiglie devono essere sostenute sennò la crescita non ci sarà mai. Invece perdiamo mesi e anche anni a parlare dell'aggregazione fra noi e i francesi [di Chantiers de l'Atlantique, ndr]. Andiamo a vedere quali sono le priorità. Oggi noi affrontiamo i problemi del futuro facendo riferimento alle categorie del ‘900. Fincantieri invece è arrivata a questo punto perché sa guardare al futuro”.

La cerimonia di consegna è però stata anche l’occasione per tornare a parlare di ribaltamento a mare, progetto per il quale l’ad di Fincantieri ha richiamato la politica alle proprie responsabilità. “Cari Giovanni [Toti] e Marco [Bucci], noi stavolta  il ribaltamento a mare lo vogliamo e lo dobbiamo fare. Perché lo dobbiamo alle generazioni future – ha ribadito Bono – Questo non è un cantiere per fare navi così grandi. È la dimostrazione che le sappiamo fare ma voi dateci l’aiuto che serve per fare di più. Altrimenti fra 2 o 3 anni ci sarà solo da programmare la chiusura del cantiere. Fare questa nave è stata una soddisfazione doppia. La stavano per dare ad un nostro competitor. Io ero a New York – ha raccontato Bono - e stavo andando in una banca che aveva l’incarico di dare il finanziamento per l’armatore. Abbiamo parlato e da lì è partito tutto. Noi con una scommessa e il cliente anche. Al cliente voglio dire che Fincantieri porta bene e credo che molti dei concept che questa nave porta dentro, saranno presto ripresi anche da altri”.

 

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