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Ex-Ilva: lunedì lavoratori ancora in assemblea, aspettando il ministro Orlando

di Marco Innocenti

Il ministro proverà a disinnescare l'intricata vicenda cassa integrazione ma, nel frattempo, i lavoratori potrebbero decidere nuove forme di protesta

Una volta, c'era chi era costretto ad aspettare Godot. Di questi tempi, invece, i lavoratori dell'Ex-Ilva aspettano l'arrivo del ministro del lavoro Andrea Orlando che sarà a Genova lunedì mattina per provare a districare l'intricata vicenda cassa integrazione. La richiesta avanzata dall'azienda per i 981 dipendenti scatterà proprio lunedì (anche se ancora non sarebbero arrivate le lettere) e i lavoratori hanno già annunciato che saranno in assemblea a partire dalle 7, per decidere nuove azioni di protesta dopo i tre giorni di sciopero e corteo portati avanti nell'ultima settimana.

Come detto, a Genova arriverà anche il ministro Orlando ma non è ancora chiaro dove e come avverrà il faccia a faccia con rsu e sindacati. Da un lato, infatti, la visita del ministro nello stabilimento di Cornigliano darebbe da intendere che il governo ha finalmente deciso di cambiare strategia, dopo giorni di silenzio con, al massimo, prese di posizione puramente formali senza alcuna indicazione chiara sulla linea da seguire di fronte alla richiesta di cassa integrazione. Dall'altro lato, però, c'è anche il rischio concreto che l'accoglienza da parte dei lavoratori non sia proprio "calorosa": il mercato dell'acciaio non è affatto in crisi - attaccano lavoratori e sindacati - non si spiega quindi come si possa anche solo pensare di valutare una richiesta di cassa integrazione come quella avanzata dall'azienda. 

Una partita, quella di Acciaierie d'Italia, che si giocherà su più fronti. Entro il 30 giugno l'azienda è chiamata anche ad approvare il bilancio 2020, per poi convocare l'assemblea che dovrà ridefinire il CdA, con l'ingresso di Invitalia per una quota del 60%, a fronte di un consiglio che al momento vede ancora Arcelor Mittal presente al 50%.