Ex Ilva, la Uilm punta sul piano industriale prima dell'accordo di programma

di M.C.

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Antonio Apa (Uilm): "Serve una visione chiara per il futuro delle acciaierie, il Governo ci convochi per chiarimenti immediati"

Ex Ilva, la Uilm punta sul piano industriale prima dell'accordo di programma

Il dibattito sulle aree ex Ilva di Genova si è riacceso dopo le recenti dichiarazioni del sindaco Marco Bucci. Antonio Apa, coordinatore regionale della Uilm Liguria, ha sottolineato l'urgenza di un piano industriale chiaro prima di parlare dell'accordo di programma. "È inutile ogni ragionamento se non si rimette insieme ciò che resta delle acciaierie", ha dichiarato Apa, denunciando il mancato rispetto delle promesse fatte nel 2005.

Accordo di programma - L'intesa prevedeva la chiusura dell'area a caldo e il potenziamento produttivo e occupazionale dello stabilimento genovese. Tuttavia, secondo Apa, queste condizioni non sono mai state rispettate. "Genova doveva diventare un centro di verticalizzazione dei prodotti siderurgici e recuperare i circa 2500 addetti del 2005, ma oggi ne restano meno di 1000".

Sviluppo produttivo - Lo stabilimento è stato penalizzato dalla mancanza di investimenti significativi. "Abbiamo visto solo interventi limitati sullo zincato e pochissimi sulla banda stagnata, che non è mai riuscita a conquistare il mercato", ha aggiunto Apa.

Garanzie non rispettate - La Uilm non considera l'accordo di programma un "totem", sottolineando come sia stato presentato ai lavoratori con promesse mai realizzate. "L'accordo è stato fatto passare come miracoloso, ma i miracoli non si sono mai visti".

Chiusura delle cokerie - Apa ha espresso preoccupazione per il futuro dello stabilimento, citando proposte che potrebbero portare alla chiusura delle cokerie e, di conseguenza, dell’intera azienda. "Il Governo deve convocarci immediatamente per chiarire la situazione".

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