Esclusiva TN: iniziati i lavori di ripristino dei pannelli fonoassorbenti sulla A12. Residenti esasperati: “Sono stati sei anni di carcere”
di Carlotta Nicoletti
Erano stati rimossi dopo il crollo del ponte Morandi perché non ritenuti a norma, ma non sono mai stati sotituiti
Dopo sei anni di attesa partono finalmente i lavori per reinstallare i pannelli fonoassorbenti lungo l’autostrada A12 a Quezzi, all’altezza di via Fontanarossa 10. Il cantiere è stato aperto nei giorni scorsi e, secondo il cronoprogramma, dovrebbe concludersi entro tre mesi. Una notizia accolta con sollievo dai residenti dei 38 appartamenti che per anni hanno convissuto con rumore e smog provenienti dalla carreggiata autostradale.
La vicenda – Le barriere antirumore erano state rimosse tra il 2019 e il 2020, dopo il crollo del ponte Morandi, su disposizione della Procura di Genova. Le indagini avevano infatti evidenziato irregolarità e potenziali rischi legati alla loro installazione. Da allora, però, non erano mai state sostituite, lasciando gli edifici affacciati sull’autostrada privi di protezione acustica.
I disagi – Per gli abitanti della zona il problema si è trasformato in una difficoltà quotidiana. “Sono stati sei anni di carcere”, racconta una residente. “Il rumore era insopportabile, siamo stati costretti a tenere sempre le finestre chiuse”. In molti casi è stato necessario installare condizionatori per affrontare le estati più calde, mentre alcuni proprietari hanno valutato di vendere casa. Tuttavia, spiegano i residenti, la presenza dell’autostrada senza barriere ha causato una forte svalutazione degli immobili, perciò chi voleva vendere non ha potuto nemmeno fare quello.
Il cantiere – Il presidente del Municipio Bassa Val Bisagno, Fabrizio Ivaldi, conferma l’avvio dell’intervento. “Sono stati anni difficili per chi abita qui. Finalmente il cantiere è partito e speriamo che in circa tre mesi i lavori possano essere conclusi”. L’obiettivo è restituire condizioni di vivibilità accettabili agli abitanti della zona.
Risarcimenti – Parallelamente alcuni residenti hanno avviato azioni legali per ottenere indennizzi. Le richieste riguardano i disagi subiti negli anni e la perdita di valore degli appartamenti. La questione resta ora nelle mani dei tribunali.
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