Energia, la Sicilia punta a diventare hub del Mediterraneo tra rinnovabili, autonomia e sviluppo sostenibile
di R.S.
Il presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani Salvatore Quinci rilancia il ruolo strategico dell’Isola nella transizione energetica
La transizione energetica rappresenta per la Sicilia una sfida ambientale, ma anche una grande opportunità di sviluppo economico e industriale. A sottolinearlo è Salvatore Quinci, presidente del Libero Consorzio Comunale di Trapani, intervenuto al convegno “Sicilia tra minaccia climatica e opportunità. Energia, paesaggio, pesca e sviluppo: come costruire una transizione condivisa”.
Secondo Quinci, le trasformazioni del sistema energetico globale, accelerate dai conflitti internazionali e dagli effetti dei cambiamenti climatici, impongono nuove scelte. La decarbonizzazione - scrive il Sole24Ore - non è più soltanto un obiettivo ambientale, ma una necessità economica e sociale.
"La Sicilia ha una grande occasione di sviluppo che potrebbe cambiare le sorti della sua economia e proteggere il suo ambiente – ha dichiarato Quinci –. Non è uno slogan, ma un progetto concreto: fare dell’Isola un hub energetico nel Mediterraneo".
Al centro del dibattito il futuro del mix energetico italiano, tra sviluppo delle fonti rinnovabili, ipotesi di ritorno al nucleare e mantenimento dello scenario attuale, ritenuto sempre più difficile da sostenere. Per Quinci il confronto deve restare aperto, senza posizioni ideologiche, ma basandosi su valutazioni tecniche e scientifiche.
"È legittimo esprimere perplessità sul ritorno al nucleare, ma senza trasformare il confronto in uno scontro ideologico. Nel settore delle rinnovabili ci sono investitori pronti a impegnarsi e capaci di offrire garanzie di serietà. Esistono tutte le condizioni per riconoscere ai territori adeguate compensazioni e un ruolo centrale nelle decisioni".
Il presidente del Libero Consorzio di Trapani ha ribadito la necessità di superare una visione che contrappone sviluppo e tutela ambientale: "Non ci sono colonizzazioni in corso. Serve invece la volontà di discutere, conoscere e coinvolgere i territori. Le soluzioni virtuose si trovano quando l’obiettivo è condiviso e la transizione viene costruita insieme".
Per la Sicilia, secondo Quinci, la priorità è affrontare due domande fondamentali: come produrre energia e dove realizzare gli impianti necessari. Una risposta che deve passare dalla costruzione di una maggiore autonomia energetica, con le comunità locali chiamate a essere protagoniste.
"Dobbiamo entrare nella logica dell’autonomia energetica, con un approccio tecnico e scientifico e con il consenso dei territori. Occorre cambiare anche il modo di raccontare questa trasformazione, superando narrazioni spesso tossiche perché lontane dalla realtà".
L’incontro di Trapani, promosso da Fondazione UniVerde, CNR-DSSTTA, Stazione Zoologica Anton Dohrn – Sicilia e CNR-IRBIM, con il patrocinio del Libero Consorzio Comunale di Trapani, ha rappresentato un momento di confronto sui rischi legati al cambiamento climatico e sulle opportunità offerte da un nuovo modello energetico.
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