Energia, le quotate superano i 220 miliardi di capitalizzazione: crescita del 25,3%, ma Piazza Affari corre di più
di R.S.
Sul fronte delle capitalizzazioni assolute, il primato resta in mano a Enel, che con 90,2 miliardi di euro rappresenta da sola l’8,5% dell’intero listino
Le società dell’energia continuano a rafforzare il proprio peso a Piazza Affari. Al 1° gennaio 2026, le 18 aziende del settore energetico quotate hanno raggiunto una capitalizzazione complessiva di 220,2 miliardi di euro, pari a oltre il 20% dell’intero listino. In dodici mesi il valore di Borsa del comparto è cresciuto di 44,4 miliardi, segnando un incremento del 25,3% rispetto ai 175,8 miliardi di inizio 2025.
È quanto emerge dall’ultima indagine di CoMar, giunta alla terza edizione, che ha analizzato tutte le società attive nei settori dell’elettricità, del gas, dei petroliferi e dei carburanti. Un risultato positivo che, tuttavia, risulta inferiore alla performance complessiva della Borsa italiana, la cui capitalizzazione totale è aumentata del 29,7%, passando da 810,6 miliardi di euro a 1.051 miliardi a inizio 2026.
Sul fronte delle capitalizzazioni assolute, il primato resta saldamente in mano a Enel, che con 90,2 miliardi di euro rappresenta da sola l’8,5% dell’intero listino. Seguono Eni con 50,7 miliardi (4,8%), Snam con 19 miliardi – che sale al terzo posto del comparto – e Terna con 18,8 miliardi. Tutte le altre società valgono singolarmente meno dell’1% del mercato: tra queste Italgas (9,6 miliardi), A2A (7,2), Hera (5,9), Saipem (4,8), Acea (4,7), Iren, Erg, fino alle realtà di dimensioni più contenute come Alerion, Ascopiave, Acinque, Gas Plus, Edison R., Ecosuntek ed Eviso, quotate anche sul mercato EGM.
Particolarmente significativo il dato sulle performance percentuali registrate nel 2025. Secondo l’Osservatorio Finanziario presieduto da Massimo Rossi, le crescite più marcate sono state quelle di Italgas (+120,1%) e Gas Plus (+109,3%), seguite da Iren (+33,1%), Snam (+32,2%), Ecosuntek (+31,8%), Edison R. (+31,6%) ed Enel (+28,9%). Incrementi più contenuti, ma comunque positivi, per Ascopiave, Terna, Acea ed Eni, mentre chiudono la graduatoria Hera, Alerion, Acinque, A2A e Saipem.
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