Energia elettrica, 2025 di stabilità: prezzi meno volatili ma ancora sopra i livelli pre-crisi

di R.S.

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A un anno dall’avvio, il nuovo indice non ha generato variazioni rilevanti per i consumatori, anche grazie ai meccanismi di perequazione applicati da ARERA

Energia elettrica, 2025 di stabilità: prezzi meno volatili ma ancora sopra i livelli pre-crisi

Il 2025 segna un anno di cambiamenti strutturali per il mercato elettrico italiano, senza però tradursi in forti scosse sui prezzi. L’introduzione del PUN Index GME al posto del Prezzo Unico Nazionale e il passaggio alle quotazioni su base di 15 minuti hanno reso il sistema più aderente alle dinamiche reali del mercato, contribuendo agli obiettivi di transizione energetica e sostenibilità.

A un anno dall’avvio, il nuovo indice non ha generato variazioni rilevanti per i consumatori, anche grazie ai meccanismi di perequazione applicati da ARERA, che hanno limitato squilibri territoriali. Nel corso del 2025 il prezzo dell’energia ha mostrato una moderata flessione tra febbraio e maggio, per poi stabilizzarsi su valori superiori ai 110 euro/MWh, senza forti oscillazioni.

Resta però un dato strutturale: i livelli di prezzo sono ancora nettamente più alti rispetto al periodo pre-crisi. Dopo lo shock del 2022, il mercato si è assestato “verso l’alto” e, nonostante una minore volatilità rispetto al passato, non emergono segnali di un calo duraturo.

Secondo le analisi di settore, il superamento del PUN non porterà automaticamente a prezzi uniformi tra le aree del Paese, anche a causa delle differenze nello sviluppo delle rinnovabili e dei limiti infrastrutturali. Proprio un’accelerazione più omogenea sulle fonti rinnovabili resta la leva principale per ridurre la dipendenza dal gas e contenere, nel tempo, i costi per imprese e famiglie.

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