Nel settore dell’energia la presenza femminile resta limitata: le donne rappresentano il 35% dei dipendenti, concentrate soprattutto in ruoli non tecnici. Solo il 28% lavora nell’area tecnica, mentre il 72% è impiegato in altre funzioni, in particolare nell’amministrazione.
È quanto emerge da un’indagine su circa 600 aziende delle rinnovabili e del fotovoltaico realizzata da Italia Solare e Key – The Energy Transition Expo con il supporto di Excellera Intelligence e citata dal Sole24Ore. Nonostante ciò, l’89% degli intervistati considera il settore inclusivo, dove le donne si sentono rispettate e valorizzate.
La presenza femminile nei ruoli di vertice resta però ridotta: il 67% delle aziende ha almeno una donna ai vertici, ma solo una su dieci ha una donna come amministratrice delegata, direttrice generale o amministratrice unica.
L’indagine evidenzia anche disparità di percezione sulle opportunità di carriera e sugli stipendi. Il 67% degli uomini ritiene che esistano pari opportunità, ma è d’accordo solo il 41% delle donne. Sul fronte salariale, il 65% degli uomini vede retribuzioni equilibrate contro appena il 28% delle lavoratrici.
Il 78% delle aziende offre strumenti di flessibilità e conciliazione vita-lavoro, anche se il 21% delle donne teme che usarli possa penalizzare la carriera. Secondo gli esperti, per aumentare la presenza femminile nel settore energetico sarà decisivo anche favorire più percorsi di studio STEM tra le donne.

