Emancipazione femminile: in comune si dibatte sulla cittadinanza onoraria a Franca Viola
di Claudio Baffico
il Consiglio comunale di Genova discuterà il conferimento della cittadinanza onoraria a Franca Viola, una figura che ha segnato in modo profondo la storia civile del Paese e il percorso di emancipazione femminile in Italia. Una scelta dal forte valore simbolico, che riconosce il coraggio di una donna capace, con un solo gesto, di incrinare un sistema di norme e consuetudini che per decenni avevano negato dignità e diritti alle vittime di violenza.
La storia di Franca Viola inizia ad Alcamo, nel 1965, in un’Italia in cui era ancora in vigore l’articolo 544 del Codice Rocco, che prevedeva il cosiddetto matrimonio riparatore. Dopo essere stata rapita, segregata e violentata dal mafioso Filippo Melodia, la giovane si trovò di fronte a una scelta che allora appariva obbligata: sposare il proprio aggressore per “riparare” all’offesa e cancellare il reato. Franca Viola, sostenuta dalla sua famiglia, disse no. Un rifiuto netto, pubblico, che fece il giro del Paese e che per la prima volta mise in discussione un impianto culturale che anteponeva l’onore alla libertà personale.
Quel “no” non fu soltanto un atto di difesa individuale, ma divenne un punto di svolta collettivo. Negli anni successivi contribuì a cambiare la coscienza civile dell’Italia, aprendo la strada all’abolizione del matrimonio riparatore nel 1981 e, più tardi, al riconoscimento della violenza sessuale come reato contro la persona nel 1996. Passaggi fondamentali nella costruzione di un Paese più giusto, in cui i diritti delle donne trovassero finalmente riconoscimento pieno.
Il legame tra Genova e la figura di Franca Viola è prima di tutto un legame valoriale. La città, storicamente attenta ai temi dei diritti, della libertà e dell’impegno civile, riconosce nella sua storia un riferimento potente per le politiche di contrasto alla violenza di genere e per il lavoro educativo rivolto alle nuove generazioni. Genova è una città che ha fatto della memoria e della partecipazione civile un tratto identitario, e la testimonianza di Franca Viola rappresenta un patrimonio morale da condividere e trasmettere.
Discutere oggi la cittadinanza onoraria significa non solo rendere omaggio a una donna che ha cambiato la storia, ma riaffermare con forza l’importanza della libertà di scelta, dell’autodeterminazione e del rispetto della persona. È un messaggio che parla al presente, in un tempo in cui il tema della violenza contro le donne resta drammaticamente attuale, e che guarda al futuro, indicando alle giovani generazioni un modello di coraggio civile e di dignità.
Con questo riconoscimento, Genova sceglie di legare il proprio nome a una delle pagine più significative dell’emancipazione femminile italiana, trasformando una vicenda di dolore in un simbolo duraturo di riscatto e di progresso civile.
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