Ebola, Bassetti a Telenord: “Peggiore epidemia di sempre, si pensa possa raggiungere fino a 10 Paesi. I virus viaggiano in aereo”

di Luca Pandimiglio

“Bisogna tenere alta la guardia e controllare i viaggiatori provenienti dalle aree interessate. I casi stanno crescendo e siamo arrivati a oltre mille contagi distribuiti in più Paesi”

Il sistema sanitario italiano deve mantenere alta l’attenzione sul rischio di diffusione dell’Ebola, evitando però sia gli allarmismi sia il silenzio mediatico. È questo il messaggio lanciato da Matteo Bassetti, professore ordinario di Malattie Infettive dell’Università di Genova.

Secondo Bassetti, le prove organizzate nelle scorse ore dalla Regione Lombardia hanno dimostrato una buona capacità di risposta del sistema sanitario. “Ieri si sono fatte le prove generali e mi pare che la Regione Lombardia avesse disposto tutto nel migliore dei modi”, ha spiegato il professore, ricordando che due pazienti sospetti sono stati trasportati all’ospedale Sacco con barelle di biocontenimento e che nel giro di poche ore è stata esclusa l’ipotesi Ebola, con diagnosi finale di gastroenterite da Shigella.

Per l’infettivologo, l’episodio dimostra però quanto sia concreta la possibilità che casi sospetti possano arrivare anche in Italia. “I virus oggi non viaggiano sui barconi, ma sugli aeroplani”, ha sottolineato Bassetti, evidenziando come molti italiani lavorino o prestino assistenza sanitaria nelle aree coinvolte dall’epidemia.

Da qui la necessità di rafforzare controlli e preparazione, soprattutto negli aeroporti e nei centri sanitari specializzati. “Bisogna tenere alta la guardia e controllare i viaggiatori provenienti dalle aree interessate”, ha spiegato, aggiungendo però che non tutte le regioni italiane sono attrezzate allo stesso modo.

Nel mirino del professore anche la gestione della comunicazione pubblica. Bassetti critica quella che definisce una “comunicazione cervellotica”, fatta di improvvise ondate mediatiche seguite dal silenzio totale. “Prima tutti parlavano di Hantavirus, poi più nessuno. Adesso tutti parlano di Ebola e domani magari nessuno ne parlerà più”, osserva.

L’infettivologo invita invece a seguire l’esempio dei grandi media internazionali come CNN e BBC, che continuano a monitorare costantemente l’evoluzione dell’epidemia. “I casi stanno crescendo e siamo arrivati a oltre mille contagi distribuiti in più Paesi”, ricorda Bassetti, spiegando che l’epidemia potrebbe estendersi fino a dieci nazioni africane.

“Ci troviamo di fronte alla peggiore epidemia di Ebola mai vista nella storia”, avverte il docente, ricordando che la malattia ha una letalità intorno al 50% e si trasmette attraverso il contatto con fluidi corporei.

Nonostante la gravità della situazione, Bassetti invita a evitare reazioni eccessive. “Bisogna mantenere alta l’attenzione senza scadere né nell’allarmismo né nel negazionismo”, afferma, chiedendo una preparazione seria e continua del personale sanitario.

Infine il richiamo all’esperienza del 2014, durante la precedente emergenza Ebola. “Quando lavoravo a Udine facevamo un’esercitazione alla settimana: simulavamo l’arrivo di un caso, come gestirlo e dove isolarlo. Credo che l’Italia debba tornare a fare quel tipo di preparazione”, conclude.

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