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Due tifosi laziali aggrediti e feriti nei vicoli: denunciati tre genoani

di Michele Varì

Giovane accoltellato al fondo schiena, l'altro picchiato a pugni ha riportato la frattura della mandibola

È stato un sabato di violenza nei vicoli di Genova quello che ha preceduto la partita fra Genoa e Lazio allo stadio di Marassi: un gruppo di ultrà genoani intorno alla mezzanotte ha prima aggredito alcuni laziali all'uscita di un ristorante, riuscendo a ferire uno con una coltellata mentre stava fuggendo (la classica "pungicata" al fondo schiena per cui sono noti i tifosi delle squadre romane), poi ha colpito con un pugno al viso un altro potenziale tifoso biancoceleste, in compagnia con la fidanzata, preso di mira per il suo accento romano e per questo massacrato di pugni e calci. Il ferito ha riportato la frattura della mandibola.
I due fatti sono avvenuti a distanza di pochi minuti fra vico Indoratori, dove i laziali avevano cenato in un ristorante, e via San Bernardo, davanti ad una nota birreria, dove la coppia è stata intercettata perché il ragazzo parlava con accento romano.
Pochi minuti dopo le aggressioni i poliziotti della squadra "quarto gamma" che pattugliano insieme ai militari dell'esercito il centro storico hanno intercettato tre giovani (due ragazzi e una ragazza) genoani che stavano fuggendo: i due uomini erano tutti e due già noti, uno con un daspo in corso, l'altro già daspato.

Gli agenti li hanno visti mentre tentavano di passare un coltello alla ragazza, arma non sporca di sangue, e dunque forse non utilizzata per la "pungicata". Non solo uno ha reagito ai controlli. Per questo è stato daspato e non potrà andare allo stadio per sei anni, con cinque anni di obbligo di firma. Gli stessi divieti potrebbero essere comminati agli altri due tifosi. Tutti e tre gli ultrà sono stati denunciati per lesioni aggravate in concorso al tifoso aggredito a San Bernardo.
Accertamenti sono stati avviati per verificare se gli stessi possono essere anche gli autori della coltellata all'altro tifoso laziale.