Dubbi e certezze del Covid

di Paolo Lingua

Dubbi e certezze del Covid

Nonostante dubbi ed esitazioni di alcuni partiti che pure sostengono il governo, si allargheranno, nel volgere di poche settimane, gli obblighi di vaccinazione per tutte  le categorie che hanno rapporti con il pubblico. Si è decollati dai servizi sanitari per passare alle scuole e si atrr8iva adesso alla pubblica amministrazione.  Le proteste e le invocazioni parapolitiche e di ispirazione “no – vax” hanno spazi e spiegazioni sempre più ,di dimensione angusta. Tuto il mondo scientifico afferma che solo la corsa alla vaccinazione potrà stringere i passaggi alle evoluzioni delle variabili del Covid, anche perché, dagli esiti inconfutabili degli ospedali risultata che quasi il 90% dei ricoverati non si è mai sottoposto al vaccino e che i vaccinati infettati hanno già altre patologie pregresse e sovente piuttosto gravi. E’ uno scontro inesorabile.

Questo spiega le nuove e fin troppo logiche restrizioni per quel che riguarda i locali chiusi e i trasporti, sia per l’impiego del tipo di mascherine sia per l’obbligo, in certi casi specifici, del tampone molecolare anche per chi ha raggiunto la terza dose del vaccino. Il sogno di ripresa turistica, a questo punto, ha dato un segno di arresto, in particolare per la fascia festiva di Capodanno che, però, per il tipo di manifestazioni tradizionali, è anche la più pericolosa per la crescita del Covid.   I cenoni e le feste di Capodanno sono le manifestazioni di aggregazione meno controllabili, anche per motivi psicologici. Questo spiega anche il blocco deciso dal governo per quel che riguarda l’apertura delle discoteche, nonostante la dura protesta dei titolari dei locali che speravano invece, ancora quindici giorni fa, in una ripresa della loro attività lavorativa. Anche nella fascia dei ristoranti non c’è ottimismo: stanno crescendo le disdette (anche in parte degli alberghi della città e delle Riviere)  perché crescono i timori della pandemia.

D’altro canto la situazione generale resta difficilmente sotto controllo, in particolare dopo l’esplosione della variante “omicron” .Molti centri scientifici e di ricerca affermano che quest’ultima variante, per velocissima nella diffusione,  sembrerebbe meno pericolosa e con effetti minimi per chi ha già conseguito la terza vaccinazione. Ma le valutazioni non sono assolute ed occorre dimostrarsi molto cauti. Il decreto del Governo ha anche previsto controlli più rigorosi per chi viaggia, sia per l’uso specifico delle mascherine sui mezzi pubblici, sia per i distanziamenti e gli altri comportamenti di prudenza. Alla base delle scelte istituzionali, suggerite dai centri scientifici, c’è il forte timore di passare, per quel che concerne regioni come la Liguria già in zona gialla, addirittura in zona arancione con lo scatto di maggiori restrizioni che potrebbero riguardare anche negozi, luoghi di accessi pubblici e orari di chiusura per bar e ristoranti, nei quali ormai, per l’accesso al chiuso resta limitato solo ai titolari di “green pass” .  

Si sperava, insomma, in un ritorno graduale alla normalità in vista della primavera, mentre invece si va verso nuove restrizioni e nuovi rischi proprio per il variare della ,natura della variabili del Covid. Non solo: sembra ormai probabile che in primavera si vada verso la possibilità d’una quarta vaccinazione perché gli effetti della terza no n dovrebbero avere una sicurezza oltre il sesto mese. Potremmo andare verso una politica, magari con assestamenti della ricerca scientifica, verso la pratica del vaccino annuale, almeno per un certo periodo. Un soluzione che sta prendendo concretezza. La prudenza sta prendendo ormai la meglio sull’ottimismo. Dovremo adattarci al Covid almeno per qualche anno.