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Donna uccisa da meningite. L'infettivologo Bassetti: "Nessuna epidemia"

di Michele Varì

"Si tratta di meningococco di tipo C, ma il numero dei casi è nella media"

"La donna deceduta è stata stroncata da una setticemia e da una meningite da meningococco di tipo C. L'andamento della malattia è stato lo stesso in cui ha perso la vita la giovane di San Martino deceduta neanche due mesi fa. Anche stavolta l'evoluzione è stata talmente rapida che nonostante le terapie subito approntate nel punto di rianimazione del pronto soccorso non ci ha consentito di salvare la paziente"
A parlare è Matteo Bassetti, direttore della clinica di Malattie Infettive del Policlinico del San Martino, che poi ricostruisce la cronaca dell'intervento: "La donna si è presentata in ospedale alle 21.30 con le tipiche sintomatologie della setticemia, una patologia ancora più grave della meningite, febbre alta e caratteristiche petecchie, macchie, sul corpo, ma il quadro clinico è precipitato in poche ore. Il decessso è avvenuto alle 23.30. Si tratta del secondo caso di meningite meningococcica di tipo C avvenuto in poco tempo, ma io credo, anche se non ho il quadro aggiornato dell'Osservatorio regionale delle malattie infettive, che dovremmo essere nella media dei decessi degli altri anni visto che di solito in 12 mesi ne avvengono meno di cinque. Se esiste la necessità di estendere le vaccinazioni per la meningite oggi obbligatoria solo per i ragazzi in età scolare? Credo che si possa prendere in considerazione questa ipotesi. Ovviamente è evidente che allargare lo spettro delle vaccinazioni è sempre positivo ma bisogna tenere conto che non è facile intercettare persone aldilà dell'età adolescenziale come la donna deceduta ieri sera che aveva 36 anni. So che l'assessorato della regione Liguria dopo l'ultimo la morte della giovane di San Martino ha già stanziato dei fondi per allargare il ventaglio degli utenti da sottoporre a vaccinazione per attenuare i sintomi di una possibile meningite meningococcica, di tipo B per i bambini, e C per adolescenti e adulti. Dunque, visto che non siamo in presenza di un'epidemia e la situazione è del tutto sotto controllo, non è il caso di allarmarsi e neppure di correre a vaccinarsi. Inoltre le profilassi a base di farmaci delle persone venute a contatto con le due donne decedute sono state effettuate in modo tempestivo ed adeguato".