Diga Genova, Pd: "Rixi e Toti, inaccettabili accuse ad Anac, vorrebbero sospendere lo Stato di diritto"

di Redazione

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"Più che essere 'quelli del fare', chi governa Regione, Comune e Paese sono 'quelli del fare pasticci'"

Diga Genova, Pd: "Rixi e Toti, inaccettabili accuse ad Anac, vorrebbero sospendere lo Stato di diritto"

"In Liguria tutti zitti, che è sospeso lo stato di diritto: per Toti e Rixi i dubbi sollevati da Anac sulla Diga non sussistono, anzi, per loro c’è un pezzo di Stato che lavora contro gli interessi nazionali. Invece di preoccuparsi di quanto Anac ha sollevato e delle eventuali conseguenze che potrebbero esserci, il Presidente Toti e il Vice-ministro Rixi tacciano l’Autorità di ingerenze improprie e di atteggiamento distruttivo". Così, in un comunicato congiunto del Pd, Davide Natale (segretario regionale), Luca Garibaldi (capogruppo in consiglio regionale) e Simone D'Angelo (segretario metropolitano di Genova).


"Da quello che emerge dalla delibera Anac - sostiene la nota dei dem - è stata fatta una procedura negoziata quando invece era necessaria una gara; non è stata rinnovata la gara dopo che la prima era andata deserta; sono stati previsti prezzi non conformi alla normativa regionale; ci sono manifeste criticità in ordine all’alterazione delle condizioni di gara; mancano scenari alternativi di progetto; siamo di fronte alla non ottemperanza alle prescrizioni del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici ed è stato nominato un secondo collegio di esperti a buste aperte. L'elenco è lungo e di fronte a questo disastro che è stato creato, invece di provare a trovare soluzioni per evitare che quest'opera finisca su un binario morto, si cerca di ribaltare la responsabilità su chi per legge deve controllare il rispetto della normativa sugli appalti pubblici. Un po’ come se uno studente interrogato prendesse un voto gravemente insufficiente perché non ha aperto nemmeno il libro e desse la colpa al professore che gli ha fatto delle domande".


"E non è finita, perché ANAC ha anche aperto un procedimento per valutare eventuali profili di 'pantouflage' (il termine francese che designa il passaggio di un alto funzionario pubblico a un incarico privato, N.d.R.), quelle porte girevoli dal pubblico al privato che minacciano l'imparzialità della pubblica amministrazione. Ci sembra che più che essere “quelli del fare”, chi governa Regione, Comune e Paese siano “quelli del fare pasticci”. Purtroppo - conclude la nota - a pagarne le conseguenze sono i cittadini e le imprese liguri".