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Detenuto s'impicca nel carcere di Sanremo: salvato in extremis dagli agenti

di Marco Innocenti

Pagani (Uil Pa): "Non possiamo affidarci solo alla fortuna: serve rinforzare l'organico"

Tentativo di suicidio nel carcere di Sanremo. L’episodio risale a domenica 31 maggio, quando S.H., un detenuto 35enne di origini croate, ristretto nel reparto degenza e sottoposto a Grande Sorveglianza, ha tentato di togliersi la vita impiccandosi all’interno della propria cella. L'uomo è stato salvato in extremis dall'intervento degli agenti di polizia penitenziaria, quando era già appeso alle grate della finestra. Il detenuto, con fine pena nel 2025, ora è ricoverato presso l'Ospedale Imperia. A raccontare l'accaduto è il segretario regionale della UIL PA penitenziari della Liguria, Fabio Pagani.

"Non possiamo affidarci solo alla Polizia Penitenziaria o alla  fortuna - ha commentato il segretario Pagani - occorrono uomini e mezzi perché può succedere di tutto. Incontreremo la Direzione per un confronto sull’organizzazione del lavoro e ci pare necessario che si rifletta sull’impiego delle risorse umane. Se il DAP non implementa l’organico bisognerà, gioco forza, rivedere le assegnazioni di poliziotti penitenziari negli uffici e nei servizi complementari. Benchè anch’essi siano essenziali alla vita dell’istituto, in questo momento è preminente rinforzare le prime linee".

"Vogliamo ricordare - ha aggiunto Pagani - che a Sanremo l’organico previsto dai decreto ministeriale dovrebbe essere di 201 unità di Polizia Penitenziaria. Attualmente ne sono invece assegnate 170. Alla fine, per garantire i servizi operativi essenziali restano poche unità. Troppo poche! Assolutamente inadeguate a garantire i livelli minimi di sicurezza, ancor più in considerazione del fatto che attualmente sono ristretti 265 detenuti in una struttura che potrebbe al massimo contenerne 219. Inoltre con estremo rammarico dobbiamo evidenziare che a Sanremo continuano ad arrivare gli arrestati. Anche in questi numeri c’è la ragione delle violenze che registriamo quotidianamente in quel carcere”.