Depositi chimici, vittoria dei comitati: “Una battaglia di otto anni vinta dal territorio”

di Anna Li Vigni

Un tema che ha unito tutto il Ponente e Sampierdarena

Una sentenza attesa da tempo e accolta con entusiasmo: i depositi chimici non verranno realizzati vicino alle abitazioni di Sampierdarena. Dopo anni di mobilitazione, studi tecnici e ricorsi, il Comitato Lungomare Canepa e l’Unione dei comitati del ponente genovese festeggiano un risultato definito “storico” per tutto il territorio di Genova.

A commentare la decisione è Silvia Giardella, presidente del Comitato Lungomare Canepa, che sottolinea come la sentenza fosse nell’aria: “Sapevamo di avere ragione. Gli atti, gli studi approfonditi e anche i pareri contrari di enti come Arpal rendevano chiaro che non fosse possibile collocare quei depositi così vicino alle case”. Tuttavia, fino all’ufficialità del verdetto, la prudenza ha prevalso.

La vittoria rappresenta un momento di grande soddisfazione collettiva. “Abbiamo fatto squadra”, spiega Giardella, ringraziando anche il supporto istituzionale del Municipio e il lavoro legale portato avanti dall’avvocata Alessia Tiragallo. Fondamentale anche l’unione dei comitati del Ponente, nata nel 2018, che ha coinvolto realtà da Palmaro a Pra’, fino a Cornigliano: un fronte compatto per difendere la qualità della vita.

Il messaggio è chiaro: non un rifiuto dello sviluppo, ma la richiesta di rispetto. “Non diciamo no al progresso o all’industria, ma chiediamo dignità, sicurezza e attenzione per chi vive questi territori”.

Nonostante la vittoria, restano però criticità aperte. Il tema del traffico e del rumore lungo Lungomare Canepa continua a preoccupare i residenti. “Siamo ancora al punto zero su questo fronte, afferma Giardella, e la situazione potrebbe peggiorare con il ritorno della viabilità a velocità elevata vicino alle abitazioni”.

Il percorso dei comitati, quindi, non si ferma. Se da un lato si guarda con soddisfazione al risultato ottenuto, dall’altro si annunciano nuove iniziative e mobilitazioni per affrontare le problematiche ancora irrisolte. “Abbiamo dimostrato che l’impegno civico può fare la differenza, concludono, e continueremo a vigilare, studiare e intervenire ogni volta che sarà necessario”.

Una battaglia lunga otto anni, fatta di sacrifici personali, investimenti economici e partecipazione attiva, che oggi diventa simbolo di cittadinanza attiva e coesione sociale.

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