Depositi chimici a Multedo, resta tutto fermo: scontento tra residenti e aziende

di Anna Li Vigni

Il quartiere rimane deluso dal fallimento dello spostamento degli impianti di Carmagnani e Superba

La sentenza sui depositi chimici lascia l’amaro in bocca a Multedo, dove gli impianti resteranno ancora. Una decisione che ha deluso non solo i cittadini, ma anche le stesse aziende coinvolte, che da tempo auspicavano un trasferimento in un’area più adatta alle loro esigenze produttive.

A raccontare il clima nel quartiere è Enrico Opisso, rappresentante del comitato locale: “Il quartiere ha accolto con delusione questo ennesimo fallimento dello spostamento degli impianti. Ma anche le aziende sono rimaste deluse, perché hanno necessità di spazi per svilupparsi, cosa che qui non è possibile”.

Gli impianti, infatti, si trovano in una zona densamente abitata e non consentono espansioni. Una condizione che penalizza sia lo sviluppo industriale sia la qualità della vita dei residenti. “Sono una presenza storica," spiega Opisso "Una vera e propria servitù per il quartiere, che convive da sempre con questi depositi e con i disagi che comportano”.

Il nodo resta quello della sicurezza e dell’impatto sul territorio. L’area è soggetta a vincoli legati al rischio di incidenti rilevanti, un elemento che continua a preoccupare chi vive nella zona. Allo stesso tempo, un eventuale spostamento degli impianti potrebbe aprire scenari importanti per la riqualificazione urbana.

Tra le ipotesi, quella di utilizzare le aree attualmente occupate per ridisegnare lo svincolo autostradale, evitando di sacrificare spazi verdi fondamentali come i Giardini John Lennon, uno degli ultimi polmoni del quartiere. Un progetto complesso, che al momento resta bloccato proprio dall’incertezza sul futuro dei depositi.

Non mancano però segnali positivi sul fronte della vita di quartiere. È nato recentemente un CIV e continuano le iniziative per mantenere e valorizzare gli spazi pubblici, come l’area sportiva accanto all’impianto Sandro Pertini, destinata a diventare un centro polivalente.

Per ora, però, il futuro resta incerto. “Serve un approccio diverso rispetto al passato," conclude Opisso "Perché quello seguito finora si è rivelato poco efficace. Continueremo a seguire la situazione con attenzione, senza escludere iniziative future”.

Una vicenda che lascia tutti insoddisfatti: residenti, aziende e istituzioni. E che conferma quanto sia ancora aperta la sfida tra sviluppo industriale, sicurezza e qualità della vita nel territorio di Genova.

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