Camogli e Portofino, partono i controlli a tappeto sugli affitti brevi
di Luca Pandimiglio
L'ispezione è in atto già da qualche mese, attualmente si contano 67.000 euro di sanzioni effettuate soltanto nel borgo turistico di Camogli
La stagione turistica è ormai alle porte e nel Tigullio scatta l'operazione legalità. Camogli e Portofino serrano i ranghi contro l'abusivismo negli affitti brevi, avviando una massiccia campagna di controlli incrociati per scovare le strutture prive del CIN (Codice Identificativo Nazionale).
A Camogli, i controlli partiti da pochi mesi hanno già dato frutti significativi, ma anche numeri preoccupanti. Il sindaco Giovanni Anelli ha confermato a Telenord che sono già state elevate sanzioni per un totale di 67.000 euro.
«A Camogli risultano circa 600 strutture regolari, ma siamo convinti che il numero reale sia molto superiore», spiega Anelli. L'esplosione degli affitti brevi sta letteralmente svuotando il borgo dai residenti: «Affittare a lungo termine è diventato quasi impossibile. Molti preferiscono le entrate veloci delle case vacanza, rendendo i canoni per chi vive e lavora qui insostenibili». La giunta sta valutando politiche di incentivo (come il taglio delle aliquote locali) per chi sceglie l'affitto residenziale, pur con la consapevolezza che ciò peserà sulle entrate comunali.
Anche Portofino non abbassa la guardia. Il vicesindaco Giorgio D’Alia ha spiegato che, su segnalazione di Regione Liguria, la Polizia Municipale sta verificando ogni singola posizione. «Controlliamo se i codici corrispondono e se le attività dichiarate sono ancora attive», afferma D’Alia. Nel borgo più famoso del mondo le case vacanza sono circa un centinaio, concentrate soprattutto sui flussi del weekend. «La stagione è già partita con il primo sole e vogliamo che tutto avvenga nel rispetto delle regole e di chi lavora onestamente».
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