Delitto La Spezia, quando Atif chiese alla prof "Vorrei sapere cosa si prova a uccidere". E Salis: "Allarme giovani, sicurezza non è di destra"
di steris
Valditara alla Spezia: "Sinistra smetta di vedere repressione dappertutto, basta con il 'vietato vietare', oltre ai diritti ci sono doveri"
Emergono dettagli inquietanti sull'omicidio della Spezia, con due ragazzi nei ruoli di assassino e vittima. Dai racconti degli studenti dell'istituto 'Chiodo' emergono anche frasi inquietanti attribuite al giovane Atif Zouhair (a sinistra), che ha accoltellato a morte Abanoub Youssef (a destra). Durante un incontro in classe, alla richiesta di esprimere un sogno, avrebbe detto: "Vorrei sapere che emozione si prova a uccidere una persona". In un’altra occasione, scrive il Corriere della Sera, avrebbe chiesto quali conseguenze penali si rischiano in Italia per un omicidio. Dichiarazioni che, secondo alcuni ragazzi, non sarebbero state adeguatamente segnalate.
Il quadro che emerge dagli studenti contrasta con quello fornito da dirigenti e insegnanti, che descrivono Atif come uno studente modello, con rendimento superiore alla media e senza precedenti disciplinari. Per questo il ministero ha deciso di inviare ispettori per verificare eventuali sottovalutazioni.
La polizia sta analizzando chat e testimonianze. In una conversazione si fa riferimento anche a un presunto post con una pistola, circostanza al vaglio degli investigatori. La perquisizione nell’abitazione di Arcola, dove il ragazzo viveva con la famiglia, non ha però portato al ritrovamento di armi.
Salis: "Dal governo solo spot, sicurezza non è tema della destra" - La sindaca di Genova Silvia Salis interviene sul tema, molto sentito anche nel capoluogo ligure dove la presenza di quasi seicento minori senza famiglia di origine nordafricana crea frequenti problematiche. Salis affronta il problema in termini generali: "Allarme giovani, basta ignorare il disagio, dal governo solo spot" è il titolo dell'intervista a Repubblica in cui tra l'altro la sindaca dice: "Se questa dolorosa vicenda ha un messaggio per la politica, è un altro: c’è un’emergenza che attraversa la gioventù italiana. Sempre più spesso vediamo i segni di una violenza trasversale e generalizzata. Non è un tema al quale si può rispondere con la propaganda che parla alla pancia". "Trovo grotteschi i post di ministri, consiglieri e deputati di destra che accusano le grandi città di essere insicure perché sono amministrate dal centrosinistra. O non sanno che la sicurezza è responsabilità del governo – e questo è grave – oppure manipolano la realtà per screditare i sindaci che non siano della loro parte politica". Infine: "Abbiamo fatto diventare noi la sicurezza una parola d’ordine della destra. Ma non lo è, non è di nessuno, anzi è di tutti: è una garanzia che deve dare lo Stato ai cittadini. Una necessità. È stato un errore degli anni passati appaltarla a una sola parte politica».
Bianchi (FdI) "Salis nega evidenza" - Alle parole della sindaca replica il capogruppo consiliare FDI a Genova Alessandra Bianchi: "Leggo con stupore che Silvia Salis accusi il Governo Meloni di semplificazione e banalizzazione in tema di sicurezza e che, anche nel caso di La Spezia, proponga come soluzione l’introduzione o il rafforzamento dell’educazione sessuo-affettivo nelle scuole. Eppure, ancora una volta, questo Governo, contro cui ama scagliarsi contro, sta rispondendo in maniera concreta dopo anni di permissivismo e lassismo propinatoci dalla sinistra. Basta al lassismo e ritorniamo alle responsabilità individuali: ci vogliono regole chiare e il rispetto delle stesse, accompagnate dalla considerazione e tutela per il lavoro delle forze dell’ordine. E su questo lei e la sua giunta siete molto latitanti preferendo, come fatto dal suo vice sindaco, accusare il centrodestra di ‘sfumature di nero’ demonizzando, di fatto, l’operato delle forze dell’ordine. Riuscite a negare anche l’evidenza: i reati commessi nel nostro paese hanno registrato, nel 2025, un calo del - 3,5%. Ma lei preferisce generare all’allarmismo gridando ‘all’allarme fascismo’. Avete trasformato Genova nella Capitale del dissenso, pronti a lasciare la città ostaggio di sedicenti pacifisti, come avvenuto ieri, preferendo l’ideologia al buon senso e al rispetto regole. La solita doppia morale della sinistra che accusa senza dare soluzioni e mentre ad ogni intervista lei dimostra di essere interessata sempre più a lanciare il suo profilo e sua la carriera di leader nazionale anziché dare risposte alle esigenze dei cittadini. Magari nella prossima intervista parli di Genova e di cosa avete non fatto e di cosa non farete".
Valditara: "Sinistra smetta di vedere repressione dappertutto" - Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara è alla Spezia per visitare l'istituto. "Quello che noi possiamo e dobbiamo fare, a mio avviso, in quelle scuole, diciamo, di maggior rischio, dove vi sono delle problematiche, è consentire al preside di installare, magari d'intesa con il prefetto, dei metal detector". Il governo approverà il cosiddetto "Decreto Sicurezza" che prevede anche la norma di divieto porto armi da taglio. Quanto alla sinistra secondo la quale non servirà a nulla e il Governo sta strumentalizzando anche questa vicenda Valditara chiarisce: "Noi vogliamo introdurre delle norme che colpiscono chi usa la violenza, che difendono i cittadini dalle aggressioni dei violenti e che ristabiliscono dei principi basilari in una società. Inviterei la sinistra ad abbandonare questi 50 anni di vecchi pregiudizi per cui è tutto repressione. Quindi il divieto è repressione, la sanzione è repressione. Abbiamo sentito dire per tanti anni "vietato vietare". Il no era demonizzato, i doveri venivano marginalizzati. Una società che ci ha abituato a coltivare soltanto diritti". Non solo a La Spezia, anche in provincia di Frosinone un altro ragazzo è stato accoltellato fuori dalla scuola. La violenza minorile è in crescita. Quanto al modo con cui arginarla il ministro spiega: "Innanzitutto, impedire radicalmente che i giovani usino le armi. Poi, insistere molto sulla responsabilità, sulla maturità, su una scuola che ti aiuti ad affrontare i problemi, una scuola che ripristini il senso dell'autorità, il rispetto verso l'autorità, un altro dei valori che sono stati devastati negli ultimi 50 anni. Se noi non facciamo una vera e propria rivoluzione culturale rischiamo che il coltello non si porti più a scuola, ma comunque si porti altrove".
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