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Cup, Ardenti, Lega: “Non c'è modo di smaltire le prenotazioni in tempi brevi”

di Antonella Ginocchio

Il caos Cup e la crisi degli operatori del turismo al centro della nuova puntata di Fuori Rotta, questa sera alle 21

La riapertura del Cup, avvenuta dopo la lunga chiusura per l’emergenza coronavirus, almeno sulla carta lo scorso 22 giugno è uno dei temi al centro della puntata di Fuori Rotta, in onda questa sera alle 21. Si discute del fatto che gli sportelli aziendali restano chiusi e il numero del call center risulta perennemente occupato. Riuscire a parlare con un operatore è un’impresa. A questo si aggiunge che i tempi di attesa per effettuare esami e visite son molto lunghi. E non tutte le prestazioni sono ancora garantite. Molti ambulatori restano chiusi.

Paolo Ardenti, consigliere regionale della Lega e stretto collaboratore dell’assessorato alla sanità, ha ammesso che al momento non si intravedono spiragli per migliorare la situazione e non si prevede una particolare “strategia” da mettere in atto, se non un costante monitoraggio della situazione, resa ancor più difficile dall’arretrato da smaltire: “Dobbiamo ancora erogare 200mila visite. Sono numeri impressionanti quelli da recuperare, sono frutto di tre mesi di inattività e difficili da recuperare, tenuto conto che non possiamo creare situazioni a rischio contagio”.

Giovanni Lunardon, Pd ha ribattuto che, oltretutto, la gente ora è poco informata sulle modalità di prenotazione che non includono gli sportelli aziendali, tutti chiusi : “La Regione è arrivata a questa riapertura del tutto impreparata: ha speso 800 mila euro per la campagna sul turismo un mese fa, ma ora si scopre che è stata fatta pochissima comunicazione nella sanità”. E ancora: “Si sarebbero dovute fare assunzioni e impiegare intelligentemente il privato”.
Anche per Valter Ferrando, consigliere regionale di Italia Viva e medico, la giunta non ha saputo affrontare l’intera questione coronavirus, ed in merito alle visite da smaltire ribadisce: “Non si è fatta rete tra pubblico e privato. Adesso ci sono code, e molti saranno costretta a rivolgersi a loro spese ai privati”.
Rita Hervatin, presidente regionale del Tribunale del malato racconta la sofferenza dei pazienti in una Regione con un elevato numero di anziani bisognosi di cure e con poca conoscenza di Internet. Infatti – evidenzia - la comunicazione sul Cup viene fatta sul web e gli anziani prevalentemente non vi accedono.

A proposito della mancata comunicazione, Massimo Ferrante, presidente del Municipio Bassa Val Bisagno evidenzia: “La nostra sede è attaccata ad Asl di via Archimede ed in questi giorni, oltre ad essere i catalizzatori del malcontento, abbiamo accolto le persone in difficoltà”

Gianni Pastorino, consigliere regionale di Linea Condivisa e vicepresidente della Commissione sanità, puntualizza: “Ardenti ha ammesso che la maggioranza non ha in mente una soluzione per la questione dei cup: la giunta non ha un disegno per far fronte a tutte le e prenotazioni”.

Andrea Carraro, vicesegretario regionale IMMG (Fderazione italiana medici di medicina generale) spiega che i medici di base possono provvedere alle prenotazioni, ma soltanto una parte di loro, anche per ragioni di organizzazione e di logistica, sono abilitati a farlo, tanto più che di fatto questo lavoro, di tipo amministrativo, richiederebbe l’ausilio di collaboratori.

Un altro medico, Pier Aldo Canessa, che fa parte del Manifesto della Sanità locale (racchiude diverse associazioni) spiega, tra l’altro, che alla Spezia la situazione non è chiara, a causa della mancanza di comunicazione da parte dell'Asl 5.

Andrea Costa, consigliere regionale di Liguria Popolare, rimarca invece lo sforzo fin qui fatto dalla Regione nel fronteggiare l’emergenza e l’attuale periodo di ripresa

Nella seconda parte della trasmissione si parla invece di turismo. Sotto i riflettori in particolare le richieste degli operatori del settore che oggi hanno protestato a Roma, per chiedere interventi dedicati. Marta Reggiardo, vicepresidente nazionale FAI, in collegamento da Roma, evidenzia che le richieste avanzate alla Regione Liguria non sono state finora soddisfatte. In particolare ricorda che la Regione, aveva prospettato la possibilità di stanziare 750 mila euro a fondo perduto, ma così non è stato. L’assessore regionale al turismo, Gianni Berrino evidenzia che ha presentato un emendamento al decreto Rilancio affinché si forniscano fondi per le imprese di Bus ed i loro mezzi possano essere utilizzati per affiancare quelli del trasporto locale, visto che sono necessari maggiori spazi contro il pericolo contagio,. Berrino ha aggiunto che si rimodulano dei bandi regionali, finanziati con fondi comunitari per includere i codici Ateco degli operatori del turismo.

Costa, presidente della Commissione Attività produttive, promette il suo impegno per cercare di accogliere le richieste degli operatori. Giovanni Lunardon, che ha sollecitato l’utilizzo di fondi del Decreto Genova per il trasporto pubblico, si è impegnato a farsi portavoce anche con il governo del disagio e delle esigenze degli operatori del turismo ligure.

Presenti, tra gli altri, anche Valter Centenaro, presidente cooperativa radio taxi Genova, Gianluca Faziola, presidente Federalberghi Genova e Francesca Asardi, guida turistica.