Crisi Amt: sotto la lente il bilancio 2024
di c.b.
Nuovi sviluppi nell’inchiesta sulla crisi finanziaria di Amt: sotto la lente degli inquirenti finiscono ora anche le verifiche sul bilancio 2024, con un focus particolare sul ruolo della società di revisione.
La Guardia di Finanza, su delega della Procura e con un mandato firmato dal pm Marcello Maresca, ha effettuato un’acquisizione di documenti sia negli uffici di Palazzo Tursi sia presso la sede genovese di Deloitte & Touche. L’obiettivo è ricostruire nel dettaglio l’iter che ha portato alla stesura del bilancio di esercizio 2024 di AMT Genova, approvato a fine gennaio dal nuovo consiglio di amministrazione. I numeri parlano di una situazione pesante: 55,9 milioni di euro di perdite e un indebitamento complessivo vicino ai 280 milioni.
Il materiale raccolto sarà ora esaminato dagli investigatori e potrebbe contribuire ad ampliare il quadro dell’indagine, già in corso sul precedente esercizio. Il bilancio 2024, infatti, risente inevitabilmente delle criticità emerse nel 2023, già oggetto di accertamenti. Al centro delle verifiche ci sono anche i flussi di comunicazione tra Comune, azienda e revisori, per chiarire come si sia arrivati alla relazione contabile, che non è ancora stata approvata dall’assemblea dei soci.
L’indagine, coordinata dalla Procura, ipotizza i reati di bancarotta fraudolenta e falso in bilancio. Cinque ex dirigenti risultano iscritti nel registro degli indagati, tra cui l’ex presidente Ilaria Gavuglio e gli ex consiglieri di amministrazione Enzo Sivori, Sabina Alzona, Manuela Bruzzone e Giorgio Canepa.
L’attenzione degli inquirenti si è accesa dopo la richiesta di fallimento avanzata in tribunale, motivata da un indebitamento giudicato “eccessivo”, pari a circa 200 milioni di euro emersi dal consuntivo 2023. A questo si è aggiunta una segnalazione dettagliata presentata dalla nuova amministrazione comunale guidata da Silvia Salis, insediatasi dopo le elezioni del 2025.
La crisi è esplosa pubblicamente a fine giugno, in seguito alla comunicazione del collegio sindacale. Nel frattempo è stato avviato un percorso di composizione negoziata per il risanamento, sotto la guida del nuovo cda presieduto da Federico Berruti, tuttora in corso.
Parallelamente, l’azienda ha avviato una fase di riorganizzazione interna con la pubblicazione di un bando per il nuovo direttore generale. Attualmente il ruolo è ricoperto ad interim da Paolo Ravera, dopo la sospensione e il successivo licenziamento di Gavuglio.
La posizione è considerata cruciale in questa fase: si cerca un profilo con esperienza manageriale consolidata, preferibilmente nel settore del trasporto pubblico locale e con competenze nella gestione di processi di ristrutturazione aziendale. Tra i requisiti richiesti figurano una laurea magistrale e almeno cinque anni di esperienza dirigenziale in contesti complessi.
L’incarico avrà durata triennale, con condizioni contrattuali in linea con quelle dei dirigenti dei servizi pubblici locali. Le candidature dovranno essere presentate entro l’8 aprile, e non è escluso il coinvolgimento di una società specializzata nella selezione del personale per supportare la scelta finale.
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