Crisi AMT, Gamba (Filt Cgil): “Servono atti concreti subito, il tempo per salvare l’azienda sta finendo”

di Luca Pandimiglio

«Noi non mettiamo in discussione le cifre perché sono state indicate e condivise. La vera preoccupazione riguarda i tempi di attuazione»

La partita per il futuro di AMT entra in una fase decisiva. Dopo l’annuncio del presidente di Regione Liguria Marco Bucci dei 40 milioni di euro destinati alla ricapitalizzazione, il dibattito si sposta ora su tempi, modalità e garanzie concrete. A fare il punto è Andrea Gamba, segretario della Filt CGIL Genova.

«Noi non mettiamo in discussione le cifre – spiega Gamba – perché sono state indicate e condivise. La vera preoccupazione riguarda i tempi di attuazione: al momento siamo ancora alle parole e non ai fatti».

Il nodo principale resta infatti l’assenza di strumenti operativi per reperire e trasferire le risorse necessarie. «Non è ancora chiaro – prosegue – se la Regione entrerà nel capitale sociale, come ipotizzato inizialmente, oppure se i fondi verranno conferiti al Comune di Genova per procedere alla ricapitalizzazione».

Scadenze ravvicinate e rischio fallimento

Il calendario impone decisioni rapide. Il 16 aprile il Consiglio di Amministrazione di AMT dovrà approvare il nuovo piano industriale, o più precisamente il piano di risanamento, fondamentale per avviare il confronto con i creditori.

«Abbiamo pochissime settimane – sottolinea Gamba – e tutto dovrà essere definito entro il 19 giugno, quando scadranno le misure protettive concesse dal Tribunale. Superata quella data, il rischio è che l’azienda passi da un fallimento tecnico a uno effettivo».

Uno scenario che il sindacato vuole evitare a ogni costo. «Stiamo lavorando per una soluzione di stabilizzazione – aggiunge – e confidiamo che gli impegni presi dalle istituzioni vengano rispettati».

Il ruolo delle istituzioni e dei creditori

La questione non riguarda solo Genova, ma l’intero territorio regionale. «Abbiamo incontrato i consiglieri regionali, sia di maggioranza che di opposizione, per far comprendere la gravità della situazione – spiega Gamba –. AMT è un servizio essenziale che coinvolge tutta la Liguria».

Dal punto di vista tecnico, il percorso è chiaro: una volta definito il piano con le risorse certe da parte di Regione, Comune e altri enti locali, l’esperto incaricato dovrà raggiungere un accordo con almeno il 60% dei creditori.

«Se questo passaggio andrà a buon fine – precisa Gamba – il Tribunale potrà validare l’accordo e l’azienda potrà continuare a operare. Anche i creditori non aderenti dovranno attenersi a quanto stabilito».

Una partita decisiva per il futuro

Il salvataggio, però, non si esaurisce con l’accordo. «Non possiamo dire che AMT sarà definitivamente salva – avverte il segretario – ma sarà un passo fondamentale. Da quel momento l’azienda dovrà essere in grado di rispettare gli impegni economici».

Per questo il sindacato insiste sulla necessità di atti concreti da parte delle istituzioni: «Regione e Comune devono formalizzare gli impegni presi, altrimenti il piano rischia di non reggere».

Le prossime settimane saranno dunque cruciali. «È adesso che si gioca la partita – conclude Gamba –. Prima bisogna salvare l’azienda, poi sarà necessario metterla nelle condizioni di camminare con le proprie gambe, per evitare di ritrovarci ancora in una situazione simile».

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