Crans-Montana, Moretti resta in cella: "Pericolo di fuga". Ipotesi rilascio su cauzione. Padre di una vittima: "Siamo in guerra"
di Stefano Rissetto
"Mio figlio è morto come in guerra, quindi d’ora in poi è guerra" le parole riferite dal legale di un padre. Roma indaga anche per disastro colposo
Il Tribunale delle misure detentive di Sion ha confermato per tre mesi l’arresto cautelare di Jacques Moretti, proprietario del disco bar Constellation di Crans-Montana, teatro del tragico incendio di Capodanno in cui hanno perso la vita 40 persone e 116 sono rimaste ferite.
Secondo quanto spiegato dalle autorità, l’arresto è stato convalidato principalmente per il rischio di fuga, definito “unico rischio invocato dal Ministero Pubblico”. Nelle motivazioni, i giudici sottolineano come tale pericolo giustifichi, almeno per il momento, la permanenza di Moretti in carcere, anche se il Tribunale si è dichiarato disponibile a valutare misure alternative, tra cui il versamento di cauzioni, qualora possano garantire la sicurezza del procedimento. “Poiché la fissazione delle cauzioni richiede un’istruttoria minuziosa, nel frattempo deve prevalere la privazione della libertà”, si legge nel comunicato del Tribunale.
L’avvocato Sébastien Fanti, che rappresenta alcune delle famiglie delle vittime, ha espresso una soddisfazione solo parziale per la decisione. “Non possiamo che essere solo molto parzialmente soddisfatti della custodia cautelare del solo gestore. Ognuno vivrà con la propria coscienza”, ha dichiarato. Il legale ha riferito anche le parole strazianti di un padre: “Mio figlio è morto come in guerra, quindi d’ora in poi è guerra”.
Difensori - Dal fronte della difesa, gli avvocati di Jacques e Jessica Moretti, Nicola Meier e Yaël Hayat, hanno sottolineato come il Tribunale abbia riconosciuto l’impegno dei coniugi a non sottrarsi alla giustizia. “La signora Jessica Moretti ha preso atto della decisione, che permetterà a suo marito, una volta soddisfatte le condizioni previste, di riacquistare la libertà. Le autorità hanno valutato correttamente l’impegno incondizionato della coppia a non sottrarsi a questa prova giudiziaria, che affronteranno insieme”, hanno spiegato i legali, evidenziando il rispetto dei principi giuridici che regolano la privazione preventiva della libertà.
Parte civile - Il Comune di Crans-Montana ha ritirato la propria costituzione di parte civile nell'inchiesta sul rogo del Constellation dopo che la procuratrice generale del Cantone del Vallese avrebbe comunicato al all'amministraIe di volergli negare la qualità di soggetto danneggiato.
Lo riferisce il sito informativo della televisione svizzera Rts. L'annuncio del Comune di volersi costituire parte civile aveva sollevato polemiche in relazione all'ammissione del sindaco Nicolas Féraud dei mancati controlli di sicurezza nel locale in cui si è sviluppato il rogo di Capodanno.
Disastro colposo - La Procura di Roma ipotizza anche il reato di disastro colposo nel procedimento avviato per la strage di Crans-Montana che ha provocato 40 vittime, di cui sei italiani. Nel fascicolo, al momento contro ignoti, si procede anche per incendio, omicidio colposo plurimo e lesioni gravissime aggravate dalla violazione della normativa antifortunistica.
I magistrati di piazzale Clodio invieranno a breve una rogatoria alle autorità svizzere per chiedere in primo luogo la lista degli indagati e gli atti relativi agli interrogatori e l'attività istruttoria svolta in questi giorni.
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