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Psicosi covid, niente scuola: genitori scelgono la homeschooling

di Michele Varì

Aumentano i casi di lezioni "fai da te", Appello del direttore scolastico regionale Acerra agli studenti: "Attenti al distanziamento"

La scuola dell'era covid fa paura e così alcuni genitori di bambini di età scolare di Genova e della Liguria hanno scelto di non mandare a scuola i figli e di istruirli in casa, come è previsto dalla costituzione.


Lezioni fa da te, insomma. Pochi casi, ma significativi perché esemplificano la psicosi del coronavirus di alcune famiglie.

Si parte dall'assunto per legge non è obbligatoria la scuola ma l’istruzione. Per questo è prevista la istruzione parentale o familiare.

Sono i genitori, o chi ne fa le veci, a provvedere privatamente o direttamente all'istruzione dei minori soggetti all'obbligo di istruzione dimostrando di averne la capacità tecnica o economica per farlo.

Toccherà poi al dirigente scolastico competente per territorio accertare l'apprendimento al termine di ogni anno scolastico. Allafine lo studente sarà sottoposto all'esame di stato che gli consentirà anche il rientro nel sistema educativo provinciale.

A svelarlo i casi di istruzione parentale è Ettore Acerra, direttore scolastico della Liguria che aggiunge che da sempre per svariati motivi ci sono bambini che usufruiscono dell'istruzione parietale.

Fra le cause quelle religiose, per evitare al figlio di entrare in comunità diverse dalla propria, come hanno fatto alcuni, pochi, genitori di fede musulmana ortodossa.

Il direttore regionale scolastico sottolinea che dopo l'inizio delle lezioni non c'è stata nessuna esplosione di contagi e lancia un appello ali studenti liguri per invitarli a osservare le distanze sociali per contenere la diffusione del contagio.