Balletti di Nervi a rischio, sovrintendente Galli: "Manca la copertura". Campora: "Regione conferma il sostegno"

di Luca Pandimiglio

La possibile cancellazione dell’edizione 2026 ha acceso il dibattito tra Regione Liguria e Comune di Genova

Il futuro del Festival Internazionale dei Balletti di Nervi, storica rassegna di danza di rilievo internazionale, resta incerto. Il sovrintendente del Teatro Carlo Felice di Genova Michele Galli ha chiarito che la realizzazione del festival dipende essenzialmente da una solida sostenibilità economica, al momento non ancora garantita.

Il festival rappresenta un patrimonio culturale non solo per la città, ma per l’intera regione, e il coinvolgimento del Carlo Felice è considerato fondamentale. Tuttavia, come ha sottolineato il sovrintendente, non esistono soluzioni magiche: tutti gli attori coinvolti stanno cercando risorse che consentano lo svolgimento della manifestazione, ma al momento la copertura completa dei costi non è assicurata.

La rassegna, nata nel 1955 nei parchi di Nervi come primo festival interamente dedicato alla danza nel dopoguerra italiano, è stata per decenni un simbolo di eccellenza culturale e attrattore turistico internazionale. Nel corso degli anni è stata progressivamente collegata alla programmazione artistica del Carlo Felice e di altri spazi genovesi, consolidando il suo ruolo centrale nella vita culturale della città.

La possibile cancellazione dell’edizione 2026 ha acceso il dibattito tra Regione Liguria e Comune di Genova. La Regione si è detta disponibile a contribuire finanziariamente, sottolineando però la necessità di garanzie economiche complete, mentre il Comune ha evidenziato i limiti di bilancio e ha prospettato la possibilità di trasformare il festival in un appuntamento biennale per garantire la sostenibilità nel medio periodo.

Nel frattempo, scuole di danza e associazioni culturali del territorio hanno lanciato appelli pubblici affinché le istituzioni non disperdano il lavoro di promozione e rilancio avviato negli ultimi anni, ricordando l’importanza dell’evento per la comunità artistica locale e internazionale.

Con il tempo che stringe, il festival si trova in una corsa contro il tempo per reperire le risorse necessarie. Il sovrintendente ha sottolineato che, pur con difficoltà, tutti gli attori sono impegnati a trovare soluzioni praticabili, con l’obiettivo di mantenere viva una tradizione culturale fondamentale per la città e per la regione.

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