Covid, Angelo: "Nove giorni in coma. Che errore non aver fatto il vaccino"

di Redazione

"Ho compiuto un grave errore che per poco mi costava la vita. Un grazie ai medici e a mia moglie, mi hanno salvato"

Covid, Angelo: "Nove giorni in coma. Che errore non aver fatto il vaccino"
E' rimasto attaccato alle macchine per dodici lunghissimi giorni. Nove li ha passati addirittura in coma. Angelo Fresia, 39, corrispondente de La Stampa dal Ponente ligure e titolare di una piadineria a Ceriale, è tornato a casa. "Pericolo scampato, ma che paura!".
 
Un incubo iniziato il giorno della vigilia di Natale con la febbre e il respiro sempre più corto. Poi dalle lastre ecco la sentenza: polmomite bilaterale. Poi il trasferimento d'urgenza al Santa Corona di Pietra Ligure dove le sue condizioni si sono ulteriormente aggravate. Dodici giorni attaccato alle macchine, poi finalmente la fine dell'incubo.
 
 
"Sabato pomeriggio sono tornato a casa e da ieri mattina sono ufficialmente negativo al Covid. Non voglio annoiarvi col mio bollettino medico, ma ci tengo a precisare che il mio sedere è ancora su questa Terra grazie alla ragazzina con cui dormo da 10 anni, che il pomeriggio del 30 dicembre mi ha costretto al ricovero in ospedale. Nella notte la situazione è precipitata e a questo punto è entrato in gioco il secondo miracolo umano che mi permette, ancora adesso di giocare coi miei figli, di vedere il tramonto sulle valli di Albenga o semplicemente di prendere un caffè. Sono ancora tra voi, che vi piaccia o meno  , grazie al personale della Rianimazione Covid dell'ospedale di Albenga. Medici, infermiere, operatrici socio sanitarie (ma c'erano anche dei maschi) che mi hanno tenuto incollato alla vita nei 9 giorni in cui ho forzatamente dormito, respirando solo con l'aiuto delle macchine. E poi hanno continuato nei 4 giorni successivi, riconsegnandomi alla normalità dopo avermi accudito come un figlio, un nipote, un fratello, un anziano nonno, avere sopportato i miei deliri, avermi tenuto la mano, parlato di Genoa, fatto ascoltare musica, avermi pulito, lavato e tutto quanto una persona immobilizzata non riesce a fare. Super eroi, semidei, santi scesi in Terra se avete una visione più religiosa: chiamateli un po' come volete, ma credo di avere reso il senso del mio pensiero. Tra poco si aprono le elezioni per il Presidente della Repubblica: se pescassimo a caso tra un lavoratore di quel reparto, l'Italia sarebbe sicuramente in mani migliori di tutte quelle ipotizzate finora. Il mio ringraziamento va anche alla radiologa del centro Cura di Toirano che, dopo essersi resa conto della gravità della situazione, ha velocizzato al massimo il rilascio del referto, e al personale del reparto di degenza Covid dell'ospedale di Albenga, dove sono stato ricoverato gli ultimi 4 giorni prima delle dimissioni.La mia riconoscenza è tutta per loro e per chi è stato vicino alla mia famiglia quando io non ho potuto".
Poi l'ultima battuta: "Sono pentito di non essermi vaccinato, ho rischiato di morire. Ho fatto un grave errore"