Coronavirus, lo sfogo di un camionista: "Trattati come bestie"
di Redazione
Un lavoratore a Telenord: "Partiamo di notte per rifornire tutti e sembriamo carne al macello"
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Tra le categorie che non si fermano in questa emergenza per il coronavirus ci sono i camionisti. È grazie a loro se supermercati e tutte le altre attività ancora aperte possono mantenere gli scaffali ancora pieni e fornire prodotti ai cittadini. Durante la diretta di Telenord arriva lo sfogo di un camionista che racconta le difficoltà di svolgere il normale lavoro in questo momento di diffcoltà:
"Finchè serviamo siamo tutti quanti utili, quando non serviamo siamo carne al macello. Come danno le mascherine a infermieri e poliziotti, perchè a noi no? Le nostre aziende ci hanno dato le mascherine ma poi a noi non ci considera nessuno. Noi partiamo di notte e andiamo a rifornire tutti i supermercati, siamo trattati come carne al macello. Nonostante questo non chiediamo tanto, solo qualche tutela in più. 20 giorni fa, lo stato dalle 18 alle 6 non ci ha permesso neanche di andare a prendere il caffè, non siamo bestie."
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