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Coronavirus, la Liguria proroga l'ordinanza. Il governo pensa a militari e mini-lockdown

di Redazione

Pronta la bozza del nuovo Dpcm del 7 ottobre. Mattarella: "Preoccupato per per l'aumento del ritmo del contagio della pandemia"

Regione Liguria ha prorogato fino alla mezzanotte di domenica 11 ottobre le misure già in vigore nel Comune di Genova e nella provincia della Spezia per la prevenzione dei contagi da coronavirus, per cui era prevista la scadenza alla mezzanotte di domenica 4 ottobre. Nel Comune di Genova rimangono in vigore queste misure: l’obbligo di mascherina h.24 nella zona del centro storico entro i confini individuati dall’ordinanza, il divieto di manifestazioni pubbliche e private, la limitazione ad un massimo di 200 spettatori per gli spettacoli svolti in luoghi chiusi con posti a sedere pre-assegnati e distanziati. Per quanto riguarda la provincia della Spezia, rimane l’obbligo di mascherina h.24 su tutto il territorio, il divieto di manifestazioni pubbliche e private, il divieto di partecipazione di pubblico a singoli eventi sportivi di minore entità.

Intanto il governo pensa a misure più stringenti. Controlli mirati, pattugliamenti contro gli assembramenti e anche i militari in campo per verificare il rispetto delle norme, come l'obbligo delle mascherine. Ma anche mini-lockdown diffusi per arginare l'aumento dei focolai. Il virus comincia a diffondersi al ritmo dei numeri della fase di aprile e il Viminale è pronto a fornire un ulteriore supporto, con attività straordinarie e - se serve - l'ausilio dell'esercito. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 2.844 nuovi casi. Dati che preoccupano anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: "Non posso tacere la preoccupazione per l'aumento del ritmo del contagio della pandemia e per vittime che giorno per giorno continuiamo a registrare", commenta il capo dello Stato.

Nuove precauzioni sono già in arrivo: dall'obbligo di mascherine all'aperto in tutto il Paese a possibili limitazioni sugli orari di chiusura di pub e ristoranti, fino alle norme ferree sul contingentamento delle presenze in strutture sportive e ricreative come teatri e cinema anche se il presidente dell'Anica, Francesco Rutelli, precisa che "il governo ci ha assicurato che al momento ciò non è all'ordine del giorno". L'esecutivo, che ha sul tavolo la bozza del prossimo Dpcm pronto per essere varato mercoledì 7 ottobre, lavora anche all'ipotesi di chiusure mirate e sempre più localizzate. Di fatto alcuni 'mini lockdown' - con i bar chiusi dalle ore 18 alle 6 del giorno successivo e la sospensione delle attività di barbieri e parrucchieri - sono già stati disposti in alcuni territori. Gli ultimi sono previsti con un'ordinanza della Basilicata nel Potentino, fino al 13 ottobre per i comuni di Tramutola e Marsicovetere.