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Coronavirus, Bassetti: "Siamo nella coda dell'epidemia, ma no al liberi tutti"

di Redazione

L'infettivologo: "Seconda ondata? Non dobbiamo vivere con l'idea che arriverà nuovamente con quelle proporzioni"

I numeri dell'epidemia del coronavirus in Liguria sono in costante calo. Una situazione che fa ben sperare dopo la fine del epriodo di lockdown e la riapertura di quasi la totalità delle attività. A margine della presentazione del Blue Economy Summit il direttore della clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova Matteo Bassetti ha analizzato la situazione: "La situazione è molto diversa rispetto a quella di marzo. Diversa nei numeri, nelle proporzioni e negli effetti. Siamo di fronte alla coda dell'epidemia, i numeri in Liguria sono incoraggianti. Poche ospedalizzazioni e pochi casi gravi. Non dobbiamo dare il "liberi tutti", dobbiamo avere ancora un po' di pazienza e solo così potremo affrontare l'autunno. Bisogna essere molto cauti, arriveranno dei nuovi casi ma non credo nelle proporzioni come a febbraio e marzo."

Cosa si prospetta nelle prossime settimane? "Oggi vediamo una situzione più blanda, speriamo che se si riprenseteranno dei casi non abbiano più quella aggressività vista a marzo. Oggi siamo più organizzati, il sistema è pronto. Non vorrei vivere i prossimi mesi con questa spada di Damocle sulla testa. Viviamo pensando di aver vissuto un fenomeno che ci ha colpiti in modo pesante come la Lombardia, ma lo abbiamo affrontato bene. Non dobbiamo vivere adesso con l'idea che arriverà nuovamente con quelle proporzioni."

Come affrontare oggi i nuovi casi: "Secondo me bisogna cambiare il modo di fare informazione, non si può arrivare ogni sera con il bollettino parlando di casi come se fossero dei malati.  Stiamo parlando di positività al tampone, io credo che bisognerebbe arrivare a stabilire la quantità di virus presente nel tampone. Più è alto il numero più è facile contagiare gli altri e viceversa. Una qunatificazione del virus credo che possa essere un punto da cui partire."