Contenzioso Amiu - Città metropolitana. Alla base dello scontro una sanzione da 300mila euro

di Claudio Baffico

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Contenzioso Amiu - Città metropolitana. Alla base dello scontro una sanzione da 300mila euro

Tutto nasce dall’estensione del servizio di gestione dei rifiuti affidato ad Amiu nel 2020, quando la società ha iniziato a operare non solo nel Comune di Genova ma anche in numerosi altri Comuni dell’ex Provincia. L’operazione puntava a creare una struttura unica capace di garantire economie di scala e maggiore efficienza. Tuttavia, sin dall’inizio, alcuni amministratori locali avevano espresso dubbi su possibili aumenti dei costi e un eventuale peggioramento della qualità del servizio.

Secondo diversi Comuni coinvolti, già nei primi mesi del 2021 sarebbero emerse varie criticità operative: dalla carenza nello spazzamento delle strade alla mancata attivazione di servizi previsti, fino a problemi nella raccolta e nella pulizia dei cassonetti. In base agli accordi contrattuali, queste mancanze avrebbero dovuto portare all’applicazione di penali. Le amministrazioni locali hanno quindi segnalato le inefficienze, chiedendo alla Città Metropolitana di intervenire.

Il nodo principale riguarda proprio il meccanismo di controllo: essendo contemporaneamente controllore e azionista, la Città Metropolitana avrebbe applicato le sanzioni con estrema cautela. Di fatto, dopo una prima multa, non ne sarebbero state più comminate, nonostante – secondo i Comuni – i disservizi siano proseguiti nel tempo. Questo ha alimentato tensioni e malcontento tra le amministrazioni locali.

Nel caso specifico oggetto della causa, Amiu ha scelto di contestare l’unica sanzione ricevuta, aprendo il contenzioso giudiziario. L’azienda si è limitata a dichiarare che il procedimento è in corso e che si attende una decisione definitiva.

Nel frattempo, alcuni sindaci tornano a rimpiangere i modelli precedenti, basati su società locali più piccole. Viene anche sottolineato come, a fronte di un servizio ritenuto insoddisfacente, i costi a carico dei Comuni siano progressivamente aumentati. Di recente, Amiu ha deciso di affidare in subappalto parte delle attività, tra cui la pulizia delle strade in alcune aree, sostenendo che ciò servirà a migliorare l’efficienza. Secondo alcuni amministratori, però, la scelta sarebbe legata anche a difficoltà interne, come la gestione del personale assente.

Alla base del dibattito resta una questione più ampia: per garantire servizi pubblici efficaci, è meglio puntare su un unico grande operatore oppure aprire maggiormente alla concorrenza? Secondo alcune posizioni, privilegiare la struttura aziendale rispetto ai bisogni concreti dei cittadini rischia di tradursi in un inevitabile calo della qualità.

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