Confesercenti-CER: lo shock energetico rischia di frenare la crescita italiana nel 2026
di R.S.
Il PIL perderebbe circa 0,3 punti di crescita, pari a quasi 10 miliardi di euro, mentre i consumi delle famiglie si ridurrebbero di circa 3,9 miliardi
Secondo un’analisi Confesercenti-CER, lo shock energetico legato al conflitto con l’Iran potrebbe avere effetti pesanti sull’economia italiana, al punto da dimezzare le attese di crescita del PIL nel 2026. Anche in uno scenario di tregua stabile e di graduale rientro dei prezzi dell’energia, la normalizzazione richiederebbe almeno sette-otto mesi, con conseguenze che rischiano di pesare sull’intero andamento dell’anno.
Le stime indicano un rallentamento significativo: il PIL perderebbe circa 0,3 punti di crescita, pari a quasi 10 miliardi di euro, mentre i consumi delle famiglie si ridurrebbero di circa 3,9 miliardi. Una parte dell’impatto verrebbe assorbita attraverso una diminuzione del risparmio, ma a soffrire maggiormente sarebbero gli investimenti, attesi in calo di 7,7 miliardi a causa dell’aumento dei costi e dell’incertezza generale.
Il caro energia, infatti, sta erodendo margini e fiducia delle imprese, che tendono a rinviare le decisioni di investimento. In questo contesto, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha espresso preoccupazione per il rischio di recessione, sottolineando come un eventuale prolungamento della crisi energetica potrebbe rendere necessario riconsiderare anche le regole europee sul patto di stabilità.
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