Comitato Foce: un dibattito pubblico Casapound - Genova Antifascista per trovare una soluzione

di Redazione

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Comitato Foce: un dibattito pubblico Casapound - Genova Antifascista per trovare una soluzione

 

 

Si arricchisce di una nuova puntata la vicenda relativa alla richiesta del "Comitato Foce" di porre rimedio ai disagi dei cittadini causati alle manifestazioni di Genova Antifascista nei confronti della sede di CasaPound. Questo il comunicato, pubblicato con la finalità di trovare una soluzione duratura e condivisa:

"Il   tentativo   della   politica   cittadina   di   personalizzare   l’azione   del Comitato dei Cittadini della Foce ha avuto, visti gli ultimi interventi sui   social   network   di   “Genova   Antifascista”,   l’esito   funesto   di inasprire ed avvelenare ulteriormente i rapporti e la polemica fra i patriottici ragazzi alla via Montevideo e quelli, per dirla con Paolo Villaggio, collocati “a sinistra del Partito Comunista cinese”.Invece, la puntuale copertura mediatica ed il battito scaturito dal famoso esposto ha consentito, al contrario, di far conoscere anche al pubblico   più   politicamente   disattento   due   realtà   giovanili  molto interessanti. La prima, Casapound, che con le sue raccolte alimentari per i meno abbienti ed il sostegno agli italiani più fragili, ci ricorda come  la   globalizzazione   lasci   cadere   sempre   meno   briciole   sul pavimento   e   la   seconda,   la   variegata   e   coloratissima   galassia antifascista   genovese,   che   portando   avanti   sacrosante   battaglie contro tutte le guerre, ci rammenta quanto grave sia la crisi dello ius gentium e come il valore attribuito dai decisori alla vita umana sia sempre minore.Quello che invece la polemica non ha saputo mettere correttamente in luce è il reale e molto più prosaico obbiettivo del Comitato. Ovvero e   molto   più   semplicemente   chiedere   che   la   protesta,   legittima evidentemente, di coloro i quali si oppongono a che, sporadicamente, alcuni giovani politicamente attivi si riuniscano per socializzare, si svolga in maniera compatibile con la civile convivenza. Perché  ammettendo che,  con De  Andrè,  “anche se  voi vi  credete assolti siete lo stesso coinvolti” è necessario consentire a costoro che, evidentemente non hanno ancora sviluppato una abbastanza vivace coscienza   politica,   comunque,   di   poter   svolgere   la   propria   vita serenamente.Il Comitato, presieduto da una donna, Laura Satta, e composto quasi solo   da   signore   e   ragazze,   fra   cui   molte   con   una   esperienza   di immigrazione alle spalle, non chiede altro. L’apparente  predilezione  per  Casapound da   parte  degli  esponenti risiede non certo in un ponderato giudizio politico, ma si giustifica, semplicemente perché nessuna residente possa dire di aver subito 
mai alcuna molestia da quei ragazzi. Tutto al contrario, è necessario ammetterlo,   le   proteste   degli   Antifascisti,   non   tanto   per   la   loro veemenza, ma molto di più per la loro frequenza, siano diventate non più sostenibili né tollerabili. Senza   considerare   che   ai   danni   collaterali   subiti   dai   cittadini   si sommano quelli patiti dai vari contendenti e dagli arbitri, ovvero le Forze dell’Ordine, nelle fasi di confronto degenerato. In tal senso, al 0ne di ricomporre il conflitto, la saggezza femminile, faro del Comitato, al quale l’avvocato Paolo Amerigo Marulli di San Cesario Carniglia ha fornito una mera consulenza tecnico-giuridica, formula   alle   due   parti,   dalle   quali   si   professa   equidistante,   una proposta. Ossia  promuovere  un  dibattito  pubblico  e  libero  in  cui esponenti delle due fazioni possano esprimere le proprie posizioni, così da pervenire, di concerto con le Istituzioni ed i residenti, ad una soluzione   condivisa   che   preservi   le   fasce   più   vulnerabili   della popolazione e garantisca il sereno ed ordinato svolgimento della vita della comunità".

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