Ciccio Caputo: "Coda ha il gol nel sangue. Sarebbe stato bello essere il suo partner d'attacco"
di Claudio Baffico
Una carriera scritta a suon di gol, una vita trascorsa su e giù per l'Italia, con due significativi passaggi in Liguria, per la gioia di Sampdoria e Virtus Entella. Ciccio Caputo è uno dei grandi ex della sfida di questa sera. A Chiavari, in due stagioni, ha polverizzato ogni record, realizzando 35 gol in due stagioni. Ma anche con i blucerchiati si è messo in luce, andando in doppia cifra la prima stagione, togliendosi anche la soddisfazione unica di entrare nel tabellino del derby. In esclusiva a Telenord, il 39 enne pugliese presenta il derby ligure, tra ricordi e riflessioni.
Sampdoria e Virtus Entella si affrontano in una situazione di classifica simile, anche se ad inizio stagione si auspicava che il cammino dei blucerchiati fosse meno tortuoso...
"Si tratta di una partita molto delicata, soprattutto per la Samp. Finora il suo campionato è stato sotto le aspettative, anche se ha ancora tempo per riprendersi. Mi aspetto una prima mezz'ora in cui le due squadre cercheranno di controllarsi a vicenda, senza esporsi troppo, poi la Samp, forte anche della spinta del pubblico, cercherà di imprimere un ritmo alto per evitare di tenere il risultato in equilibrio fino alla fine. Con il passare dei minuti, infatti, i chiavaresi giocherebbero una partita più adatta alle loro caratteristiche, dove la lotta e l'agonismo possono prevalere sugli spunti tecnici".
I blucerchiati hanno diversi elementi esperti in organico, ma troppi punti sono stati lasciati per strada in maniera ingenua...
"E' vero, ho visto tutte le partite e alcuni episodi sono costati caro. All'interno di un ambiente sussistono tante situazioni difficili da capire, e si dovrebbe farne parte per essere più lucidi nell'analisi. Il mercato di gennaio, comunque, potrebbe dare una bella spinta, anche se in questa categoria nessuno vince da solo".
Nella Samp, Massimo Coda dimostra che, al di là dell'età, si può sempre essere decisivi. Come fa ad essere ancora il vero trascinatore?
Lo conosco benissimo, e ha sempre avuto la capacità di fare la differenza nelle varie squadre in cui ha militato. E' un suo grande merito, e la conferma del suo valore e dei colpi non comuni che possiede e che sfodera al momento giusto. Anche se lui si fa carico delle responsabilità, non bisogna però gravarlo troppo. La squadra deve entrare nell'ottica che qualche partita te la risolve da solo, ma se lo si vuole renderlo letale bisogna supportarlo e rifornirlo bene con continuità. Al resto ci pensa lui, e la sua dote di avere il gol nelle vene".
Assieme a Coda, avresti formato un tandem eccezionale. Ritieni che sarebbe potuto essere il tuo partner d'attacco ideale?
"Ci saremmo integrati davvero bene, e giocare assieme avrebbe beneficiato a entrambi. Peccato che non si sia mai presentata l'occasione. Sicuramente ci saremmo divertiti. Due attaccanti con caratteristiche diverse, ma capaci di completarsi per alzare il potenziale offensivo".
Statistiche alla mano, tra serie A e B tu hai segnato tredici gol più di Coda. Speri di difendere questo "margine di vantaggio"?
Più che altro avrei potuto giocare più a lungo e magari rimpinguare il mio bottino. Resto comunque soddisfatto del mio percorso e di quello che mi ha regalato la carriera. Per quanto riguarda il duello a distanza con Coda replico con una battuta. Sarei disposto a cedergli lo scettro a patto che questi gol servano prima per salvare la Samp e, in futuro, per riportarla nella categoria che le spetta".
Anche tu hai segnato con continuità, ma in età matura hai dato davvero il meglio. La svolta è stata con la maglia della Virtus Entella?
Sicuramente a Chiavari sono diventato un giocatore diverso. Ringrazio ancora i direttori e i dirigenti di allora per aver creduto in me dopo una parentesi complicata al Bari. In due anni ho stabilito il nuovo record di realizzazioni per il club biancoceleste, ho splendidi ricordi e mantengo tuttora un bel rapporto con il presidente. L'unico rimpianto è non essere andati oltre la salvezza, quando si stavano aprendo scenari insperati".
A distanza di qualche anno, nel tuo destino entrò la Sampdoria...
"Fu un'esperienza ricca di emozioni, con quei tifosi che dimostrano un calore e un affetto incredibile. Il gol nel derby non lo dimenticherò mai. Non si può spiegare quello che si prova in un momento del genere. Non fu però tutto bello. Mi dispiacque il modo in cui me ne andai. Non fu per colpa mia, ma per andare incontro alle esigenze della società di allora, in difficoltà, ma venne interpretata in maniera non corretta. A distanza di tempo, posso solo dire che sarei rimasto volentieri ancora a lungo".
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