Caso Amt. Pietro Piciocchi a Telenord: "Narrazione manichea e allarmismo danneggiano l’azienda”
di Claudio Baffico
"Dichiarazioni fuori luogo che non rendono ragione della complessità del problema". Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova in Comune di Genova, interviene in esclusiva a Telenord nel dibattito su AMT, l’azienda del trasporto pubblico genovese, contestando l’impostazione data dalla nuova amministrazione comunale, dopo la richiesta di fallimento da parte della procura.
Secondo Piciocchi, AMT "fa parte di un cluster nazionale che vive problemi simili", aggravati da fattori strutturali. "Dopo la pandemia c’è stata un’esplosione dei costi delle materie prime e dei salari, a fronte di un sottofinanziamento complessivo del settore. In questo contesto la caccia al colpevole e la contrapposizione tra noi buoni e gli altri cattivi non solo non aiutano, ma producono un grave danno all’azienda".
Nel mirino dell’ex sindaco facente funzione finiscono soprattutto le dichiarazioni della sindaca, che "cambia la consistenza dei numeri" e che "a due settimane dalla vittoria elettorale parlava di azienda in decozione e in stato di insolvenza". Un allarme che, a suo giudizio, non trova riscontro nei fatti: "L’ultimo bilancio disponibile, quello del 2023, è stato certificato da una primaria società di revisione internazionale e dal collegio sindacale ed è stato chiuso in equilibrio".
Piciocchi invita a non leggere i dati "in modo atomistico": È vero che certi numeri, comunicati così, fanno impressione, ma un bilancio non si scompone a piacimento". In particolare, pesa "l’ampia azione di rinnovamento della flotta", con investimenti importanti sui nuovi autobus. «Parliamo di un’azienda con circa 200 milioni di volume di bilancio e 240 milioni di volume corrente, mentre il Comune di Genova ha un bilancio complessivo di circa un miliardo e un debito di pari entità".
Sul fronte finanziario, l’ex assessore ricorda che "i 200 milioni di cui si parla saranno ridimensionati» e che «una buona parte riguarda investimenti coperti da finanziamenti pubblici». Il problema, semmai, è temporale: «Quando le risorse statali arrivano a distanza di due o tre anni, si creano squilibri finanziari".
Altro punto critico è il piano di risanamento presentato dopo sei mesi dalla nuova amministrazione, giudicato insufficiente: "Si fonda esclusivamente sull’aumento della contribuzione degli enti pubblici. È comprensibile l’ansia dei creditori, ma l’amministrazione deve chiarire quali siano le coperture economiche".
Piciocchi rivendica il lavoro svolto negli anni del centrodestra: "Abbiamo governato Genova per otto anni. I bilanci sono sempre stati trasparenti: in otto anni, sette bilanci. L’equilibrio strutturale è stato raggiunto anche grazie a interventi straordinari, ma non abbiamo mai nascosto nulla". E aggiunge: "Non è vero che AMT non avesse debiti, le difficoltà sono sempre state pesanti. La differenza sta tra chi sa gestirle senza piagnistei e chi le spettacolarizza".
Tra i risultati rivendicati, anche «la lotta seria alle sanzioni»: "L’azienda prima non perseguiva i contravventori. È un merito dell’ex consiglio di amministrazione".
Infine, l’avvertimento politico: "Quando la sindaca dice di voler salvare AMT, lo fa in buona fede. Ma quel tipo di messaggio ha fatto il gioco di chi spinge per la privatizzazione". Una linea che Piciocchi respinge nettamente: "Il centrodestra ha difeso con le unghie e con i denti il servizio pubblico. L’affidamento deve essere sostenibile e competitivo, ma se facciamo saltare il banco e terrorizziamo banche e fornitori, favoriamo chi vuole aggredire AMT".
La conclusione è un invito alla responsabilità condivisa: «La cosa più sbagliata è dividerci in buoni e cattivi. Le difficoltà del trasporto pubblico sono fisiologiche nel comparto degli enti locali italiani. Amministrare Genova non è una passeggiata di salute, e chi pensava il contrario si sbagliava di grosso».
Pietro Piciocchi torna sul dossier AMT e ribadisce che la cifra dei “200 milioni” sarà ridimensionata perché "una buona parte riguarda investimenti per i nuovi autobus, resi possibili da specifiche opportunità di finanziamento". Risorse che, sottolinea, "trovano capienza in impegni finanziari che lo Stato ha nei confronti dell’azienda". Il vero nodo è temporale: "Se questi fondi arrivano con due o tre anni di ritardo, è evidente che si creano squilibri finanziari, ma questo non significa dissesto".
Sulle parole della sindaca, Piciocchi riconosce «la buona fede» quando parla di voler salvare AMT, ma avverte: "Quel tipo di messaggio ha fatto oggettivamente il gioco di chi spinge per la privatizzazione dell’azienda". Una linea che rivendica come opposta: "Il centrodestra ha difeso con le unghie e con i denti il servizio pubblico. Il presupposto è una gestione con un affidamento sostenibile e competitivo, che dimostri di essere più conveniente, efficiente e solida. Se facciamo saltare il banco, favoriamo chi vuole aggredire AMT".
Da qui l’invito a una gestione “consona” delle difficoltà: «Sono criticità fisiologiche, vanno affrontate senza terrorizzare banche e fornitori». E sul bilancio del Comune, l’ex assessore rivendica i risultati degli anni passati: "Abbiamo lasciato il Comune di Genova a testa alta. Quando sono arrivato in assessorato al Bilancio c’era un milione e 300 mila euro di avanzo, lo abbiamo portato a 900 milioni".
Piciocchi contesta anche alcune affermazioni della nuova amministrazione: «È stato detto che mancavano 50 milioni, poi è stata aumentata l’IMU, ma il bilancio 2025 chiude con un avanzo presunto di 9 milioni. La sindaca è già stata smentita una volta in modo palese, e credo che lo sarà anche la seconda».
Sul fronte AMT, la difesa è netta: "Non chiedo scusa per aver difeso l’azienda dai privati. In quegli anni non c’è mai stato uno stipendio pagato in ritardo, non c’è mai stato uno sciopero e gli autobus circolavano regolarmente. Sfatiamo questa leggenda metropolitana: i fatti dimostrano il contrario".
Infine, i numeri sui finanziamenti: "Abbiamo intercettato risorse statali sulla qualità dell’aria: 14 milioni arrivati a novembre per la gratuità, molto più di quanto perso in termini di gettito, e ne stanno arrivando altri 20". Risorse che, secondo Piciocchi, "in un bilancio complessivo hanno un’incidenza marginale", mentre desta perplessità la scelta tariffaria: "L’aumento degli abbonamenti è stato pesantissimo e non è stato minimamente discusso in Consiglio comunale. Non c’è alcuna certezza che questa politica porterà reali benefici alle casse di AMT".
Il messaggio conclusivo resta lo stesso: "I problemi vanno governati, non spettacolarizzati. L’allarmismo non rafforza il servizio pubblico, lo indebolisce".
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Condividi:
Altre notizie
Zucchine da record a Genova: il carrello della spesa pesa sempre di più - 2
19/01/2026
di Anna Li Vigni
Zucchine da record a Genova: il carrello della spesa pesa sempre di più - 1
19/01/2026
di Anna Li Vigni
Addio Valentino, l’imperatore della moda che ha vestito la bellezza: Portofino era il suo "buen retiro"
19/01/2026
di Carlotta Nicoletti
Celle Ligure: chiuso temporaneamente casello autostradale
19/01/2026
di Redazione
