Caro Carburi: decreto-legge e tagli delle accise insufficienti

di Redazione

2 min, 2 sec

Il terzo decreto sul taglio delle accise non basta a risanare la crisi

Caro Carburi: decreto-legge e tagli delle accise insufficienti

“Per le nostre imprese questo intervento continua a essere una goccia nel mare. L’incremento dei costi energetici incide in modo insostenibile sui bilanci aziendali, con aggravi che per un’impresa media possono arrivare fino a 3mila euro in più al mese rispetto allo scorso anno, rendendo sempre più difficile rispettare contratti già sottoscritti e garantire la continuità dei servizi, in particolare nel trasporto scolastico, mobilità locale e turismo e nel trasporto passeggeri non di linea”. E' quello che afferma Giuseppe Contrafatto, Presidente di Federnoleggio Confesercenti, commentando il nuovo provvedimento che conferma lo sconto di 20 centesimi al litro sul gasolio e di 5 centesimi sulla benzina.

Nonostante il taglio delle accise infatti, per un'attività di medie dimendioni, l'esborso mensile per il gasolio può arrivare a pesare fino a 3mila euro in più rispetto allo scorso anno. Davanti alle difficoltà struttrali che stanno colpendo le imprese del noleggio, sembra così rimanere insufficiente il terzo decreto-legge sui carburanti approvato dal Consiglio dei Ministri che proroga la riduzione delle accise.

“C’è un’evidente disparità di trattamento. Anche nei più recenti decreti accise e carburanti – prosegue Contrafatto – il trasporto passeggeri non di linea continua a essere escluso dalla misura del credito d’imposta per le maggiori spese per carburante, dalle quali invece sono stati progressivamente recuperati altri comparti, come la pesca ed il settore agricolo. Si tratta di un’asimmetria che non trova giustificazione né sul piano economico né su quello funzionale”.

“Esiste già un precedente concreto, rappresentato dalla misura temporanea di rimborso delle accise adottata nel 2023 per i bus euro VI turistici, che ha avuto un costo limitato per l’Erario ma ha garantito un sostegno reale alle imprese. Ripartire da quell’esperienza è possibile e doveroso, soprattutto in una fase in cui la pressione sui costi energetici è tornata a livelli critici. Senza correttivi adeguati il rischio è quello di scaricare l’intero costo della crisi sulle imprese, compromettendo competitività, occupazione e qualità dei servizi offerti a cittadini e turisti”. La combinazione tra l'esclusione dal credito d'imposta e i mancati interventi temporanei, è quello che secondo Cotrafatto rischia di alimentare la già presente fragilità di un comparto che svolge un ruolo essenziale per la mobilità, il turismo e l’economia dei territori.

Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagramsu Youtube e su Facebook.