Carignano, modifiche mirate al progetto: ok alla variante del complesso edilizio

di Redazione

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Carignano, modifiche mirate al progetto: ok alla variante del complesso edilizio

Dopo mesi di tensioni e confronti, arriva il via libera alla variante progettuale del nuovo complesso edilizio previsto alla Rotonda di Carignano, a Genova. Il progetto, finito al centro di proteste da parte dei residenti, è stato modificato introducendo correttivi mirati: una riduzione delle altezze, una maggiore attenzione alle finiture architettoniche, più aree verdi e la conferma dell’utilizzo condiviso, nelle ore notturne, di una parte dei parcheggi del supermercato. Determinante è stato anche l’intervento della Soprintendenza, che ha imposto vincoli precisi per garantire l’inserimento armonico delle opere nel contesto paesaggistico e la tutela dei reperti archeologici militari presenti nell’area.

Il percorso che ha portato a queste modifiche è stato tutt’altro che lineare. Il piano originario risale al 2020 ed era stato approvato nel 2021 dalla prima amministrazione guidata da Bucci, nell’ambito di una concessione novantennale alla società Pix Development. L’intervento, esteso su circa 13 mila metri quadrati, prevedeva spazi commerciali, tra cui un supermercato, parcheggi, verde pensile e un edificio residenziale. Nonostante il primo via libera della Soprintendenza nel 2022, il cantiere aveva subito uno stop nel 2023 a causa del ritrovamento di strutture storiche, imponendo una revisione del progetto.

Nel frattempo, la mobilitazione dei cittadini e dei comitati, tra cui “Mare vista Muro”, aveva acceso i riflettori su possibili criticità, in particolare sull’aumento delle volumetrie e sull’impatto visivo delle nuove costruzioni. Le polemiche si erano riaccese anche nel 2025, quando alcuni elementi della copertura erano stati danneggiati dal vento, alimentando ulteriori dubbi sulla realizzazione. Con il cambio di amministrazione, una nuova verifica congiunta tra Comune e Soprintendenza ha portato a richieste di modifica che i costruttori hanno infine accettato, aprendo la strada all’approvazione definitiva dopo la conferenza di servizi avviata a fine dicembre.

Le modifiche più rilevanti riguardano in particolare i lotti ancora in fase di intervento. Nel lotto orientale è prevista una diminuzione dell’altezza degli edifici di circa 40 centimetri, accompagnata dall’indicazione di contenere al massimo lo spessore delle murature per salvaguardare la vista panoramica. Sul lato opposto, lungo corso Aurelio Saffi, cambia il rivestimento delle facciate: al posto del metallo sarà utilizzato un intonaco più coerente con il contesto urbano. Eliminata inoltre la passerella inizialmente prevista, sostituita da un collegamento meno invasivo dal belvedere, mentre la rampa carrabile viene riposizionata con l’aggiunta di una nuova aiuola.

Rimangono confermate le principali funzioni previste dal progetto: il supermercato di circa mille metri quadrati, un negozio per animali con clinica veterinaria e uno spazio dedicato alla somministrazione. Cresce invece la superficie destinata al verde pubblico, che passa a circa 5.800 metri quadrati, mentre si riducono sensibilmente gli spazi privati annessi alle abitazioni. Restano anche gli spazi per il circolo dei tassisti.

Particolare attenzione è stata riservata agli aspetti ambientali: le superfici saranno realizzate con materiali chiari per limitare l’assorbimento del calore, mentre la disposizione di alberi e aree verdi sarà studiata per migliorare l’ombreggiatura. Sul fronte della mobilità, i posti auto complessivi saranno poco più di cento per le attività commerciali, con una parte convertita in stalli per moto e biciclette e circa settanta disponibili ai residenti durante la notte. A questi si aggiungono box privati e ulteriori parcheggi distribuiti nei diversi livelli del complesso.

Molto stringenti, infine, le prescrizioni relative alla tutela del patrimonio storico. I manufatti militari rinvenuti – come polveriere e strutture di avvistamento – non potranno essere demoliti, ma solo eventualmente smontati con tecniche conservative. Sarà necessario un progetto dedicato, seguito da specialisti del restauro, e l’utilizzo esclusivo di materiali compatibili con quelli originari, come la malta di calce, escludendo l’impiego del cemento.

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