Caporalato nel cantiere della Diga di Genova, sindacati: “Servono tutele immediate e un fondo regionale per le vittime”

di R.C.

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Tra le proposte, percorsi di formazione per lavoratori stranieri, finalizzati all’apprendimento dell'italiano, alla conoscenza delle norme e dei diritti del lavoro

Caporalato nel cantiere della Diga di Genova, sindacati: “Servono tutele immediate e un fondo regionale per le vittime”

Si è svolto questa mattina in Prefettura a Genova l’incontro richiesto dalla Fillea Cgil sulla vicenda del presunto caporalato nei cantieri legati alla costruzione della nuova diga foranea del porto. Al centro del confronto la richiesta di attivare misure urgenti di tutela per i lavoratori coinvolti, in particolare per coloro che hanno denunciato le condizioni di sfruttamento.

Il sindacato ha sollecitato la struttura commissariale e la capofila del consorzio incaricato dei lavori a farsi carico immediatamente delle persone considerate vittime di caporalato, chiedendo garanzie concrete su ricollocazione lavorativa, vitto e alloggio, oltre alla tutela della posizione amministrativa dei lavoratori rimasti senza impiego e, in alcuni casi, anche senza permesso di soggiorno.

Dal canto suo, il sub commissario, anche a nome del commissario straordinario e presidente della Regione Marco Bucci, ha espresso disponibilità a intervenire per garantire misure di supporto e percorsi di ricollocazione per i lavoratori coinvolti.

In una nota congiunta, la Cgil Liguria e la Fillea Cgil di Savona e Liguria sottolineano come la normativa sul caporalato e i protocolli di legalità, pur fondamentali, possano non essere sufficienti a prevenire fenomeni di sfruttamento anche all’interno di appalti pubblici complessi come quello della nuova infrastruttura portuale.

Per questo motivo, il sindacato annuncia la richiesta alla Regione dell’istituzione di un fondo sociale dedicato alle vittime di caporalato e sfruttamento lavorativo, finalizzato al sostegno abitativo, al ricollocamento e al supporto economico. Il fondo avrebbe anche l’obiettivo di rafforzare la prevenzione dei fenomeni di illegalità nei luoghi di lavoro.

Tra le proposte che saranno portate al tavolo con la Regione figurano inoltre percorsi di formazione per lavoratori stranieri, finalizzati all’apprendimento della lingua italiana, alla conoscenza delle norme e dei diritti del lavoro, con l’obiettivo di migliorare anche le condizioni di salute e sicurezza nei cantieri.

Il sindacato propone infine di valorizzare le imprese che adottano misure di inclusione e supporto, come la messa a disposizione di alloggi, assistenza sanitaria e mediatori culturali per i lavoratori impiegati nei cantieri.

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