Attentato Montecarlo, la fuga in Italia: sospetta terrorista passata da Ventimiglia dopo l’esplosione contro l’oligarca Ermolaev

di R.P.

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Le indagini descrivono la sospettata come una donna residente in Germania e con possibili legami con la criminalità organizzata

Attentato Montecarlo, la fuga in Italia: sospetta terrorista passata da Ventimiglia dopo l’esplosione contro l’oligarca Ermolaev

Sarebbe passata anche dall’Italia, attraverso il valico di Ventimiglia, la fuga di Anastasia Berezovka (a destra), 39 anni, sospettata del tentato omicidio dell’oligarca ucraino Vadim Ermolaev, rimasto ferito insieme alla moglie e al figlio di 13 anni nell’esplosione avvenuta il 29 giugno a Montecarlo.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, la donna — inizialmente non identificata e confusa con un uomo nei frame delle telecamere di sorveglianza — sarebbe riuscita a dileguarsi subito dopo l’attentato. Nei suoi confronti sarebbe stato emesso un mandato di cattura internazionale di livello rosso da parte dell’Interpol.

La ricostruzione della fuga indica una sequenza rapida: dopo l’esplosione, Berezovka sarebbe arrivata a Beausoleil, sul lato francese del confine con Monaco, dove avrebbe recuperato un’auto con targa tedesca, probabilmente noleggiata. Da lì si sarebbe diretta verso l’Italia, attraversando il confine a Ventimiglia nella stessa giornata, per poi proseguire il viaggio verso la Svizzera.

Gli investigatori, secondo quanto riportato da fonti internazionali, ipotizzano che l’attentato sia stato realizzato mediante l’utilizzo di un dispositivo a distanza, un telecomando che avrebbe innescato l’esplosione dell’ordigno collocato nei pressi dell’abitazione di Ermolaev.

Le indagini descrivono la sospettata come una donna residente in Germania e con possibili legami con la criminalità organizzata. La sua identità è stata diffusa anche attraverso una scheda Interpol, che segnala capelli castani e un tatuaggio distintivo sul braccio destro, raffigurante probabilmente un serpente, esteso dalla spalla al gomito.

Il caso resta al centro di un’ampia attività investigativa internazionale, mentre si cerca di ricostruire nel dettaglio la rete di contatti e gli spostamenti successivi alla fuga attraverso Francia, Italia e Svizzera.

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