Canile di Sanremo sotto pressione: rinunce in aumento e adozioni in calo
di Carlotta Nicoletti
Nel 2025 più ingressi che uscite: Empa lancia l’allarme su abbandoni, rinunce di proprietà e adozioni non consapevoli
I cani entrano più velocemente di quanto riescano a uscire. Al canile di Sanremo i numeri raccontano una situazione sempre più critica: nel 2025 sono arrivati 81 animali, mentre solo 54 hanno trovato una nuova famiglia. Un trend che riflette una difficoltà strutturale diffusa in tutta la Liguria e che riporta al centro il tema delle adozioni responsabili.
Numeri – Al 31 dicembre 2025 la struttura ospitava 61 cani e oltre 30 gatti, contro i 40 cani presenti a fine 2024. “La media è questa: un cane va in adozione e tre entrano”, spiega Stefano Modena, presidente Empa Sanremo, definendo la situazione “abbastanza drammatica”.
Rinunce – Le motivazioni sono molteplici: abbandoni, animali trovati senza microchip, cambi di casa, separazioni familiari o decessi dei proprietari. Ma a pesare sono soprattutto le rinunce di proprietà. “Cani ritenuti ingestibili, arrivi di figli, mancanza di tempo o di voglia di affrontare i sacrifici”, elenca Modena.
Consapevolezza – Spesso il problema nasce prima dell’adozione. “Cuccioli scelti senza valutare crescita, carattere e taglia. Alcune razze diventano difficili da gestire se non seguite”, sottolinea Empa. A questo si aggiunge la scarsa disponibilità a intraprendere percorsi educativi con istruttori qualificati.
Adozioni – Le procedure, talvolta giudicate lunghe, servono a evitare fallimenti. “Gli incontri conoscitivi sono fondamentali per fare in modo che il cane non torni in canile”, spiegano i volontari. Tempi più rapidi sono possibili solo per animali particolarmente compatibili con il contesto familiare.
Impegno – Adottare significa cambiare abitudini e sostenere anche costi economici. “Un cane non è un peluche: richiede tempo, cure e responsabilità”, ribadisce Modena.
Sostegno – Oltre alle adozioni, Empa promuove raccolte fondi, donazioni di cibo e adozioni a distanza. “La risposta dei cittadini è spesso generosa e fondamentale per garantire cure e dignità agli animali”, conclude la vicepresidente Manuela Martini.
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