Campo Ligure, possibile evacuazione dell'intera popolazione per la rimozione dell'ordigno bellico

di Alessandro Bacci

L'ipotesi è al vaglio dell'esercito, si complicano le operazioni. Il dispositivo inesploso ha un peso di 220 Kg

Campo Ligure, possibile evacuazione dell'intera popolazione per la rimozione dell'ordigno bellico

Si complicano le operazioni di rimozione dell'ordigno bellico ritrovato pochi giorni fa a Campo Ligure. I rappresentanti dell'Esercito che condurranno le operazioni hanno rivalutato le caratteristiche dell'ordigno chiarendo che si tratta di un dispositivo da 500 lb (circa 220 kg). Se pur ridimensionato nel peso si prevede un raggio di messa in sicurezza dell'area in caso di scoppio accidentale pari a 1820 mt il che determinerebbe la necessità di evacuare l'intera popolazione campese per il tempo necessario all'inertizzazione della bomba (massimo 6 ore). L'operazione tecnicamente consiste nell'estrarre sul posto le 2 spolette di innesco dell'ordigno che poi, divenuto inerte, sarà trasportato in una cava per l'eliminazione tramite esplosione. Durante l'operazione saranno bloccate tutte le vie di comunicazione, sospesa l'erogazione delle utenze e interdetto lo spazio aereo.

A fronte di tutto ciò e considerate le notevoli difficoltà di evacuazione di un'area cosi' ampia, il Sindaco di Campo Ligure ha richiesto di valutare la possibilità di realizzare uno schermo protettivo (“casa matta” temporanea) intorno all'ordigno per ridurre il raggio di interesse in caso di esplosione. Ciò comporta una serie di interventi in alveo e strutturali a cura del Comune e dell'esercito la cui valutazione sarà fatta nella giornata di domani. Per questo motivo ad oggi non è ancora stata definita la data in cui effettuare l'operazione.

In attesa di questa decisione si sono comunque analizzati tutti gli aspetti inerenti le operazioni di evacuazione della popolazione con particolare attenzione al trasferimento degli ospiti della RSA e della Residenza Protetta (totale 52 persone parte delle quali allettate). Il direttore ASL Filippo Parodi si è preso carico di valutare la miglior soluzione per questo delicato eventuale spostamento. La Protezione Civile Regionale, i Comitati CRI, il servizio 118 si sono messi a completa disposizione per le operazioni di ricognizioni sulle necessità delle famiglie che saranno interessate all'area di evacuazione. Operazioni che saranno avviate in tempi brevi nell'area della Stazione, che è l'unica zona ad oggi certa di dover essere evacuata.

Le forze di polizia sotto il coordinamento della questura stanno già sorvegliando da giorni l'ordigno e proseguiranno a farlo sino a soluzione del problema.
L'ordigno attualmente è sorvegliato e messo in sicurezza. Seguiranno ulteriori aggiornamenti...