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Bud Spencer, per la figlia Cristiana "un gigante di papà"

di Redazione

L'eroe è sempre nei cuori dei suoi fan

Il gigante buono continua a far parlare di sé e resta vivo nell'immaginario collettivo con quel sorriso furbesco e l'aria apparentemente mite ma pronta alle scazzottate quando se ne profila la necessità. Sono tutti cresciuti "a pane e Bud Spencer", l'eroe con il suo 47 di piedi.
Ricorre oggi, 27 giugno, l'anniversario dalla scomparsa, il quarto e la secondogenita Cristiana Pedersoli gli dedica un libro "Bud. Un Gigante per papà" edito da Giunti.
 

Amava i motori ed era un papà molto attento, quella stessa attenzione che metteva anche nei suoi film dove era contrario alla veicolazione di valori negativi: spesso difendeva i bambini, gli ultimi e i suoi eroi erano i paladini dell'ingiustizia. 

La sua vita fu ricca di colpi di scena e spostamenti, lavorò in America Latina e fu attratto dagli sciamani dell'Amazzonia, studiò Chimica e Giurisprudenza in parte all'Università, progettò un rimarchiatore su cui, con i cari, trascorreva le vacanze.  Nell'immaginario resta sempre con Terence Hill, con cui ricevette il mitico David di Donatello alla carriera (ormai 10 anni fa) ricevendo anche le lodi di Ermanno Olmi. Nel libro "Bud. Un Gigante per papà" la figlia Cristiana svela per la prima volta ai lettori una miriade di aneddoti e curiosità così vividi che si ha l'illusione che Bud sia ancora tra noi... In questo libro il lettore conosce infatti Bud Spencer nella sua veste privata.

"Tutto era buffamente smodato nella sua vita, come se le sue gigantesche dimensioni e le sue immense passioni attirassero a lui le avventure e i personaggi più strambi". Fin dall'adolescenza, molto prima ancora di finire sul set, Bud è stato il reale protagonista di una sceneggiatura divertente quanto quella delle sue pellicole.