Bolzaneto, via Sardorella tra innovazione nel trattamento rifiuti e crescenti preoccupazioni dei residenti

di Luca Pandimiglio

A Genova, il revamping di via Sardorella mira a migliorare il riciclo della plastica, ma i residenti segnalano disagi e timori per traffico e odori.

A Genova torna al centro del dibattito il progetto di revamping dello stabilimento AMIU in via Sardorella, nel quartiere di Bolzaneto. Il progetto prevede un ampliamento dell’impianto esistente e l’adozione di tecnologie avanzate per il trattamento della plastica, al fine di migliorare la qualità della raccolta differenziata cittadina, oggi intorno al 53%. L’obiettivo è raggiungere standard minimi di legge e garantire materiali più facilmente riciclabili.

Tuttavia, il progetto non è privo di critiche. In collegamento con Liguria Live, Massimiliano Pettinari, presidente del Comitato “Non Solo Borgo”, ha espresso la contrarietà dei residenti:

“Abbiamo partecipato alla commissione consigliare e siamo stati ascoltati – spiega Pettinari –. La nostra opposizione non è sul piano tecnico, ma riguarda l’area in cui l’impianto è collocato, già fortemente compromessa. Via Sardorella e le zone limitrofe subiscono un traffico intenso, infrastrutture logistiche e lavori come quelli della Gronda. L’impianto ha già aumentato la pressione veicolare e l’area non è adatta a gestire la capienza prevista di 58mila tonnellate all’anno. Chiedevamo almeno un tavolo per valutare aree alternative, ma la decisione è arrivata dall’alto, senza confronto”.

Pettinari ha inoltre ricordato i disagi subiti dai residenti negli ultimi dodici anni: odori, rumori e difficoltà a vendere o affittare gli immobili. Alcune famiglie hanno dovuto cambiare casa, sostenendo spese significative. “Chi si assume la responsabilità di questi problemi accumulati negli anni? – domanda Pettinari –. Alcuni residenti hanno già avviato un procedimento legale per ottenere un risarcimento”.

Dal canto suo, l’assessore all’Ambiente del Comune di Genova, Silvia Pericu, ha sottolineato l’importanza dell’intervento:

“Il revamping rappresenta un miglioramento dell’impianto esistente, che sarà in grado di trattare la plastica in maniera più efficiente, riducendo odori e problematiche per i cittadini – spiega Pericu –. Inoltre, lavoreremo con il municipio per creare un osservatorio che monitori gli interventi sul territorio e migliori la viabilità, l’accessibilità e i servizi pubblici della zona”.

L’avvocato Paolo Prato, che rappresenta alcune famiglie residenti, ha aggiunto: “Abbiamo avviato una conciliazione obbligatoria per far valere i diritti dei cittadini. Se non sarà possibile trovare un accordo, si procederà per vie legali. Speriamo comunque di raggiungere una soluzione positiva senza ricorrere ai tribunali”.

Il cronoprogramma prevede l’ottenimento di tutte le autorizzazioni necessarie e la conclusione dei lavori entro ottobre 2027. L’intervento prevede la demolizione di alcune strutture obsolete e la ricostruzione di nuovi edifici chiusi ermeticamente, con processi più efficienti e meno impattanti per chi vive e lavora nella zona.

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