Bilanci di sostenibilità, rinviati gli obblighi per molte imprese: due anni in più
di R.S.
Slittano al 2027 e 2028 le scadenze per i rendiconti ambientali delle aziende, tranne che per le realtà più grandi
Con il decreto legge Economia 95/2025, l’Italia recepisce la direttiva europea 2025/794 (“stop the clock”), che posticipa gli obblighi di rendicontazione di sostenibilità (CSRD) per molte imprese, offrendo loro più tempo per adeguarsi alle nuove normative UE.
In particolare:
Le grandi imprese non qualificate come enti di interesse pubblico avranno l’obbligo a partire dagli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027 (invece del 2025).
Le PMI quotate, escluse le microimprese, dovranno redigere il bilancio di sostenibilità solo dal 1° gennaio 2028 (anziché dal 2026).
Resta invece confermato l’obbligo dal 2024 per gli enti di interesse pubblico con oltre 500 dipendenti, inclusi i gruppi societari con gli stessi requisiti su base consolidata.
Il decreto allinea così il calendario italiano alle nuove scadenze europee, ma non modifica ancora le regole sulla due diligence (CSDDD), che restano in attesa di ulteriori interventi legislativi.
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