Bertocchi e Manfredi (Cisl Fp Liguria): “Case di comunità in Liguria: situazione allo sbando”
di c.b.
“Fin da subito la Cisl Fp Liguria aveva evidenziato questo pericolo ed eravamo sicuri che sarebbe andata a finire così: siamo di fronte ad un vero naufragio. Il DM 77 prevedrebbe entro marzo del 2026 la nascita delle Case di Comunità, così come quella degli Ospedali di Comunità, per costituire una sanità territoriale, in grado di soddisfare le esigenze della salute pubblica, alleggerendo la pressione sugli ospedali. Un piano teoricamente apprezzabile, ma assolutamente inapplicabile con le dotazioni organiche a disposizione delle aziende sanitarie regionali, come noi sosteniamo da sempre”, spiegano Gabriele Bertocchi, Segretario Generale CISL FP Liguria e Andrea Manfredi, Segretario Regionale CISL FP Liguria: “Tutto questo è quindi notorio dal 2022, così come, dalla stessa data si sapeva che queste strutture avrebbero dovuto superare la verifica prevista dal famigerato decreto, per l'appunto, nel marzo di quest'anno. Quindi, al netto delle comprensibili difficoltà, il ritardo che la messa a terra del progetto presenta ad oggi, non ha scuse. Molte volte noi della CISL FP Liguria abbiamo chiesto ai tavoli di trattativa, quale fosse lo stato dell'arte dell'intero progetto, senza mai ottenere risposte concrete. Persino negli ultimi incontri del 2025, quando l'azienda si è improvvisamente ricordata di questa scadenza, e ha presentato un progetto organizzativo assolutamente irrealizzabile, fatto di strutture recuperate in spazi già esistenti e senza il personale necessario. Ora, nella disperata corsa a cercare di salvare il salvabile, il peso di questi ritardi ricade sui dipendenti che si vedono la vita stravolta da cambiamenti orario e di turnazione, dettati dalla disperazione organizzativa che imperversa. In particolare, quella dell’Area 3, ex ASL 3, è una situazione surreale, che vede la dirigenza in preda ad uno stato confusionale pressoché assoluto. Le case di comunità stanno diventando operative, senza il personale necessario, con OSS ed infermieri recuperati qua e là da altri servizi, vittime dei cambiamenti di cui sopra, con lo scopo di assolvere ad una esigenza formale che non pare avere un reale costrutto in termini pratici. Sì, perché la mancanza del personale medico che si sta manifestando nonostante le profferte economiche, rende quelle esigenze formali, atti privi di senso. La Cisl FP Liguria prende una posizione netta: questa situazione deve essere affrontata a livello regionale, in maniera concreta. È necessario attendere che i concorsi in atto forniscano il personale sufficiente ad un'organizzazione seria della sanità territoriale, fatta per funzionare e non per superare solo formalmente i test a cui verrà sottoposta”, concludono Bertocchi e Manfredi.
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