Beauty in trasformazione: dal volume al valore sostenibile
di R.S.
Il cambiamento è guidato da consumatori più selettivi e consapevoli, che premiano prodotti realmente performanti
Il settore della cosmesi globale, oggi da circa 450 miliardi di dollari, continua a crescere ma rallenta il passo. Secondo il report State of Beauty 2025 di McKinsey & Company, il comparto sta entrando in una nuova fase in cui non conta più solo il volume, ma la capacità di generare valore attraverso efficacia, trasparenza e sostenibilità.
Il cambiamento, scrive renewablematter.eu, è guidato da consumatori più selettivi e consapevoli, che premiano prodotti realmente performanti e mettono in discussione il tradizionale premium pricing. Anche il concetto di “bellezza” si amplia, integrando benessere, cura della persona e trattamenti estetici, mentre cresce l’attenzione verso modelli di consumo più responsabili.
Sul piano industriale, emergono nuove dinamiche: da un lato l’espansione dell’e-commerce e dei modelli omnicanale, dall’altro la crescente difficoltà dei brand indipendenti a scalare su larga scala. Parallelamente, fenomeni come la K-beauty consolidano il loro ruolo globale grazie a innovazione e forte capacità di esportazione.
Un altro asse centrale è la sostenibilità. Crescono iniziative come la B Corp Beauty Coalition, che riunisce aziende impegnate su filiere etiche, packaging sostenibile e contrasto al greenwashing. All’interno del movimento si sviluppano anche soluzioni di economia circolare avanzata, che trasformano scarti alimentari e industriali in ingredienti cosmetici, segnando il passaggio da un modello “more is more” a uno basato sul riuso e sulla rigenerazione delle risorse.
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