Bayer elimina la plastica dalla Cardioaspirina: così un’idea interna riduce sprechi ed emissioni

di R.S.

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Il risultato concreto è l’eliminazione di circa 25 tonnellate di polipropilene ogni anno, pari a quasi 5 milioni di metri di plastica e 3.750 bobine non più utilizzate

Bayer elimina la plastica dalla Cardioaspirina: così un’idea interna riduce sprechi ed emissioni

Un cambiamento nato dall’osservazione di un processo consolidato da oltre trent’anni ha permesso a Bayer Italia di eliminare la pellicola in plastica che avvolgeva le confezioni di Cardioaspirina prodotte nello stabilimento di Garbagnate Milanese.

L’intervento - scrive Avvenire - non è soltanto un progetto di sostenibilità ambientale, ma anche un esempio di innovazione industriale basata sulla collaborazione tra competenze diverse. I team di produzione, ingegneria e qualità hanno analizzato una procedura ormai automatizzata e si sono chiesti se quel passaggio fosse ancora necessario. La risposta è stata positiva: grazie all’evoluzione tecnologica degli impianti, il film plastico poteva essere rimosso senza compromettere il processo produttivo.

Il risultato concreto è l’eliminazione di circa 25 tonnellate di polipropilene ogni anno, pari a quasi 5 milioni di metri di plastica e 3.750 bobine non più utilizzate, con una riduzione stimata di circa 70 tonnellate di emissioni di CO₂.

L’iniziativa rientra nel percorso di trasformazione organizzativa adottato da Bayer attraverso il modello del “Dynamic shared ownership”, un approccio che punta a ridurre i livelli gerarchici, favorire la responsabilità diffusa e creare maggiore collaborazione tra le diverse funzioni aziendali.

Per Arianna Gregis, amministratrice delegata di Bayer Italia, la sostenibilità rappresenta anche un elemento di competitività: “Ridurre l’utilizzo di materiali plastici, semplificare le operazioni e rendere lo stabilimento più efficiente dimostra come l’innovazione possa nascere anche dal modo in cui si ripensano i processi quotidiani”.

Il progetto è un esempio di come il miglioramento industriale non richieda sempre grandi investimenti tecnologici, ma possa partire dalla capacità delle persone di mettere in discussione abitudini consolidate e individuare soluzioni più efficaci.

La nuova modalità di confezionamento è stata accolta positivamente anche dai distributori, che ricevono prodotti già pronti per la gestione logistica senza la necessità di rimuovere e smaltire il rivestimento plastico. La soluzione sviluppata a Garbagnate Milanese è inoltre considerata da Bayer come un possibile modello da replicare in altri stabilimenti del gruppo.

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