Assoutenti: "Basta sanzioni per obliteratici mal funzionanti, Amt chieda scusa alla signora multata"
di R.C.
Presidente Truzzi: "Non si può scaricare sugli utenti, e per di più su una persona anziana, la responsabilità di un sistema che non funziona"
Assoutenti Liguria interviene sul caso della sanzione elevata nei confronti della signora Sperandio, ultra novantenne, multata lo scorso 8 aprile a Voltri a causa del malfunzionamento delle obliteratrici. L’associazione, storicamente impegnata nella tutela degli utenti del trasporto pubblico, chiede l’immediato annullamento della multa e la restituzione delle somme indebitamente riscosse.
“Quanto accaduto è inaccettabile – dichiara Furio Truzzi, presidente di Assoutenti Liguria –. Non si può scaricare sugli utenti, e per di più su una persona anziana, la responsabilità di un sistema che non funziona. Le obliteratrici malfunzionanti non possono diventare uno strumento per fare cassa. AMT deve annullare subito la sanzione e chiedere scusa”. Assoutenti sottolinea come da sempre sia al fianco dei lavoratori del trasporto pubblico, anche nelle attività di contrasto all’evasione e nella promozione di iniziative contro le aggressioni al personale. Tuttavia, evidenzia l’associazione, episodi come quello di Voltri rischiano di compromettere ulteriormente il rapporto già delicato tra azienda e cittadini.
“Bisogna colpire i veri evasori, non chi è in regola ma si trova impossibilitato a validare il titolo di viaggio per problemi tecnici – prosegue Truzzi –. Il comportamento tenuto non può e non deve costituire un precedente, soprattutto in una fase in cui la nuova bigliettazione elettronica sta creando criticità evidenti”. L’associazione ha inoltre richiesto un confronto con la Regione Liguria sul funzionamento del sistema di bigliettazione nel capoluogo, ritenuto ad oggi non adeguato. Infine, Assoutenti si rivolge al sindaco di Genova chiedendo un intervento diretto: l’obiettivo è aprire un confronto con i vertici AMT per evitare il ripetersi di simili episodi e ristabilire un rapporto di fiducia con l’utenza. “La qualità della vita di una città – conclude Truzzi – si misura anche dal modo in cui vengono erogati i servizi pubblici e da come vengono trattati i cittadini, soprattutto i più fragili. Non è accettabile che chi paga il biglietto e non riesce a timbrarlo venga trattato come un malfattore”.
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